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Ciemmona 2019: pronta l’invasione delle biciclette a Roma

Dal 31 maggio al 2 giugno la massa critica pronta a tornare nelle strade urbane della Capitale. Senza orari, senza meta, basta una bici e una minima attrezzatura

di Leonardo Vacca

La Critical Mass, o massa critica, è l’invasione delle strade normalmente usate per il traffico automobilistico con le biciclette. Dalle iniziali di questo concetto all’inglese, e con l’aggiunta del suffisso -ona, l’appuntamento nostrano si chiama Ciemmona. Una grande massa critica che invade il traffico urbano. Lo spirito è un misto tra avventura e voglia di stare insieme, anche perché questi raduni sono spesso caratterizzati da percorsi decisi all’improvviso da chi guida il corteo, orari di appuntamenti decisi tutti insieme e due sole grandi protagoniste: la massa e le bici.

Con tutta l’ironia del caso, la Ciemmona è definita interplanetaria, perché ha l’obiettivo di riunire e mescolare lingue, colori, culture differenti. Tutti alla guida di una biciclettata che pedala nella stessa direzione, verso la stessa destinazione: quella dell’abbattimento di ogni discriminazione e la libera circolazione di idee, persone e cultura.

Libertà assoluta, dal 2004

E l’obiettivo si rinnova, dal 2004 a oggi, ogni ultimo fine settimana di maggio, quando il raduno si compone e diventa massa critica, senza un leader, senza qualcuno che indichi la via. È la massa che decide. La via da intraprendere è quella della libertà assoluta: nessuna restrizione, nessun confine, nessuna via prestabilita da percorrere.

Solo i ritrovi iniziali e finali sono prestabiliti, con eventi, concerti e cena da passare tutti insieme. Unica indicazione, il rispetto degli altri esseri viventi sulla Terra, quindi una cucina totalmente vegana.

L’appuntamento del 2019

Il 31 maggio l’appuntamento è alle 18.30 a Piazza Vittorio Emanuele, a Roma. Il giorno dopo l’invasione continua dalle 15 al parco I. Schuster, mentre il 2 giugno a Piramide, dalle 11, si parte con destinazione mare, l’unica piccola indicazione concessa per godersi una giornata di sole. Basta portarsi tanta acqua per sé, ma anche un po’ per gli altri se ne dovessero avere bisogno.

È tutto molto libero, d’altronde: non ci saranno necessariamente vigili a proteggere il percorso, anche perché il percorso può cambiare a seconda delle intenzioni della massa. Si è liberi di defilarsi dal gruppo e tornare a casa anche nel bel mezzo della pedalata, basta che tutti continuino a stare insieme, vicini, così da non dover temere gli incroci con i semafori o con gli automobilisti.

Poche domande e zero critiche

Non bisogna farsi tante domande: occorre partecipare senza necessariamente sapere la quantità di chilometri da percorrere, sapendo che si può portare la bicicletta anche sui treni regionali o che le ciclofficine popolari possono prestarle. Mai andare in fila indiana, però: più la massa è grande, meno pericoli ci sono per i ciclisti stessi.

Una piccola avventura urbana in cui mettersi a disposizione degli altri e andare insieme verso un obiettivo comune. E se la critica più grande è che si parte sempre con terribile ritardo, la risposta, per dirla con Benni, e con gli organizzatori, è che “la vita di un puntuale è fatta di solitudini immeritate”.

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