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Il costo ambientale del turismo di massa

Inondazioni di visitatori stanno danneggiando una serie di punti sensibili. Dal turismo il 5% dei gas serra

I viaggi di piacere sono una minaccia sempre più grande per il pianeta. Il turismo in rapida crescita rappresenta circa il 5% delle emissioni di gas serra globali, mentre inondazioni di visitatori stanno danneggiando una serie di punti sensibili. Dalle code sull’Everest alle navi da crociera che affollano i canali di Venezia, i punti di attrazione turistica o sportiva sono sempre più spesso messi in pericolo dalla loro popolarità. E questo anche prima che vengano prese in considerazione le emissioni di aerei, treni e automobili.

Per questo il Comitato inglese per il controllo ambientale, che esamina l’impatto della politica del governo sull’ambiente, ha suggerito ai legislatori britannici di tenere conto del costo ambientale del turismo di massa. “In estate, le famiglie non vedono l’ora di trascorrere una meritata vacanza”, ha dichiarato la presidente del comitato Mary Creaghin. “Ma quando prenotiamo una crociera, voli o visitiamo una destinazione turistica popolare, è facile dimenticare l’impatto ambientale che stanno avendo le nostre vacanze”.

Nel 2018 i turisti internazionali erano 1,4 miliardi di persone

Uno studio ha rilevato che il boom globale del turismo sta complicando la spinta al rallentamento del cambiamento climatico. I turisti internazionali nel 2018 erano circa 1,4 miliardi di persone, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, poiché i collegamenti con voli economici aiutano ad alimentare il turismo di massa, dice l’Organizzazione mondiale del turismo, un’agenzia delle Nazioni Unite.

La Gran Bretagna guadagna miliardi di sterline da visitatori stranieri. Ma il costo è alto, basti pensare che l’aeroporto di Londra Heathrow è quello più trafficato d’Europa.

Il turismo sensibile all’ambiente potrebbe favorire la crescita economica e proteggere l’habitat, sostengono i legislatori britannici. Tuttavia in molti casi il turismo di massa crea problemi. La Thailandia per esempio ha affermato che chiuderà l’accesso a Maya Bay dopo che i visitatori hanno danneggiato le barriere coralline. La spiaggia che ha caratterizzato il film di successo “The Beach” con Leonardo DiCaprio, sarà chiusa per quattro mesi l’anno

Proteste per l’enorme afflusso di turisti

Città come Venezia e George Town in Malesia hanno assistito a proteste per l’enorme afflusso di turisti che possono causare danni, far aumentare gli affitti con il proliferare dei b&b, modificare in peggio la vita locale.

Il comitato ha affermato che valuterà se il governo debba sostenere il turismo sostenibile, se debba assumersi maggiori responsabilità per l’impatto delle azioni dei visitatori britannici all’estero e in che modo i viaggi sostenibili potrebbero contribuire a ridurre le emissioni.

“Nessuno trae vantaggio dal raggiungere un punto in cui le cose sono così brutte che devi effettivamente chiudere le attrazioni”, ha detto Ben Lynam della Travel Foundation, un’organizzazione che incoraggia il turismo sostenibile, alla Thomson Reuters Foundation.

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