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Cibo: combattere lo spreco con lo smartphone

Sono sempre di più le piattaforme online che consentono di scambiare, regalare, acquistare cibo. Puntando anche a creare relazioni di buon vicinato

La lotta allo spreco alimentare si combatte anche con lo smartphone. Per evitare lo spreco di cibo e denaro – senza contare i rilevanti impatti ambientali – stanno nascendo molte piattaforme utilizzabili su smartphone che consentono la nascita di comunità online per recuperare gli alimenti in eccesso e redistribuirli.

In Italia lo spreco alimentare vale circa 15 miliardi di euro, lo 0,88% del Pil. E per due terzi avviene nelle case. Tradotto in soldoni vuol dire che ogni anno ciascun italiano getta nella pattumiera quasi 200 euro di cibo. (Rapporto 2019 Waste Watchers).

Due le parole chiave su cui si fondano queste app: condivisione e community. Si tratta infatti di piattaforme che oltre a ridurre lo spreco di cibo vogliono favorire l’attivazione di rapporti tra abitanti nello stesso quartiere, dando vita a community di prossimità.

App contro lo spreco, ecco le più diffuse
  • Una delle più diffuse è Last Minute Market . Nata sul web come community anti-spreco, mette in contatto negozianti che hanno cibo in scadenza con una rete di persone “in zona”. Forni, macellerie, piccoli negozi di quartiere, pescherie a fine giornata hanno la necessità di smaltire merci che non potrebbero comunque vendere il giorno dopo. E li offrono a prezzo scontato. Un sistema vantaggioso per i commercianti, che comunque ricavano un profitto, e per gli acquirenti, che pagano a un prezzo ridotto cibo ancora buono.
  • Meccanismo simile per My Food o Too Good To Go. Quest’ultima – nata in Danimarca nel 2015 – consente a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati di vendere online a prezzi da last minute il cibo invenduto in “box” che costano tra i 2 e i 6 euro. Per comprare basta geolocalizzarsi, trovare un negozio aderente, ordinare la magic box e andarla a ritirare. Da poco presente in Italia, Too Good To Go ha già oltre 9 milioni di utenti in Europa. Dalla sua nascita ha venduto oltre 11 milioni di magic box, evitando l’emissione di circa 23 milioni di tonnellate di CO2.
  • Punta invece soprattutto alla creazione di rapporti di buon vicinato, Avanzi popolo, app premiata anche dal Presidente Mattarella. La piattaforma serve a condividere con chi ne ha bisogno il cibo che rischia di finire sprecato perché in eccesso o vicino alla scadenza. Nata in Puglia, Avanzi consente di dare cibo in una logica one-to-one, in forma del tutto gratuita e finalizzata alla costruzione di una comunità sostenibile e inclusiva. L’obiettivo è insegnare a condividere il cibo in eccesso: una esperienza di economia collaborativa in cui le persone attraverso lo scambio di cibo creano relazioni sul territorio.
  • Pensato soprattutto per gli studenti residenti nei campus o per le persone che vivono nelle comunità, Ratotouille crea una sorta di frigorifero virtuale che permette di dare o ricevere cibo. Stessa logica per Scambiacibo, che attraverso il web crea una rete di persone disposte a scambiarsi alimenti prossimi alla scadenza. In pratica chi si rende conto di avere cibo che si avvicina alla data di scadenza, e teme di non consumarlo in tempo, può postarlo sulla piattaforma, aspettando che un vicino proponga uno scambio di prodotto.
  • Rivolta invece soprattutto a enti caritatevoli, Bring The Food è una piattaforma dall’impronta più sociale. L’app crea una community per le donazioni di cibo, dove chiunque può postare gli alimenti che intende donare, affinché altri cittadini o enti caritativi della zona possano prenotarli.

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