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Autobus più puliti per città meno inquinate

Per il trasporto pubblico locale subito risorse per 170 milioni di euro da utilizzarsi entro il 2021 e di altri 130 milioni entro il 2025

di Goffredo Galeazzi

Autobus più puliti per città meno inquinate. Nei giorni scorsi la Conferenza unificata Stato – Regioni ha dato l’ok al decreto proposto dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli, che prevede l’erogazione di risorse complessive per 380 milioni di euro da destinare all’acquisto di autobus del trasporto pubblico locale e regionale, a valere sul Fondo Investimento 2018 e 2019. Sono risorse immediatamente disponibili per 170 milioni da utilizzarsi entro il 2021 e di altri 130 milioni entro il 2025.

Oltre 60 milioni andranno a Roma, poco meno di 46 a Milano, quasi 31 a Torino, in modo di dotare le città di mezzi di trasporto pubblico locale meno inquinanti e più moderni. Sono interessati 38 Comuni che nel biennio 2018-2019 hanno fatto registrare i livelli maggiori di inquinamento da PM10 e biossido di azoto. Il decreto stabilisce una riserva pari al 10% delle risorse complessive da destinare alle regioni del sisma (Marche, Umbria, Abbruzzo e Lazio) e una riserva pari al 5% delle risorse complessive per le regioni “a domanda debole” (Basilicata, Molise e Sardegna).

Autobus, 3,7 miliardi per quindici anni

Si tratta dei primi passi concreti per il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile. Lanciato un anno fa con una dotazione prevista di 3,7 miliardi di euro a copertura di quindici anni, fino al 2033.

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Le risorse del Piano tengono conto di tre graduatorie differenti e saranno erogate in tre differenti quinquenni. Per i Comuni e le città metropolitane con più di 100 mila abitanti sono previsti 1,1 miliardi di euro, 2,2 verranno ripartiti tra le Regioni. Le 38 realtà ad alto inquinamento da PM10 e biossido di azoto, beneficiarie della prima tranche di finanziamenti, si trovano soprattutto al Nord. E parzialmente al Centro. Decisamente penalizzate le città meridionali. A Cagliari, ventunesima, andranno 7,2 milioni di euro mentre ad Avellino – l’unica del Sud peninsulare – una cifra appena inferiore ai sei milioni. Il decreto prevede comunque che almeno il 34% delle risorse complessivamente stanziate siano destinate al Sud.
Mai in precedenza erano stati finanziati direttamente i Comuni per l’acquisizione di materiale rotabile. Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio. Sino al 50% del contributo concesso, possono essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (metano, idrogeno, elettrica).

Autobus, rotezioni utili contro Covid-19

Gli autobus dovranno quindi essere tecnologicamente all’avanguardia. Ed è previsto che siano corredati da attrezzature per l’accesso e il trasporto di persone a mobilità ridotta, conta-passeggeri, dispositivi per la localizzazione e predisposizione per la validazione elettronica. Le spese potranno riguardare anche l’allestimento di protezioni utili a contrastare l’epidemia Covid-19.

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In media attualmente in Italia gli autobus hanno circa 11,4 anni, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni. L’iniziativa del governo ha un duplice obiettivo, economico ed ecologico. Da un lato infatti, viene dato impulso alle aziende del trasporto pubblico locale e alla filiera industriale di produzione dei veicoli in un periodo di crisi economica e finanziaria. Dall’altro viene ridotta l’obsolescenza delle vetture pubbliche. E migliorata la qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione europea.