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L’auto elettrica raddoppia: arriva la variante a idrogeno

La battaglia per l’auto elettrica si riapre. Questa volta però i due schieramenti non sono uno pro e uno contro, ma rappresentano due diverse opzioni pro.

Da una parte l’auto elettrica che abbiamo conosciuto negli ultimi anni: prestazioni in crescita, prezzi in calo, ma lo scoglio della ricarica sempre lì a frenare l’espansione. I problemi principali sono infatti tempi lunghi, poche colonnine e difficilmente difendibili dai pirati del parcheggio. Dall’altra l’auto elettrica alimentata con fuel cell che ricavano energia dall’idrogeno. Grazie alle nuove tecnologie infatti un pieno si fa in tre minuti e permette di percorrere tra 600 e 800 chilometri.

È questa infatti la novità sottolineata dalla Fondazione H2U The Hydrogen University. “Negli ultimi tre anni c’è stato un salto di tecnologia passato sotto silenzio”, spiega Nicola Conenna, presidente della Fondazione. “Pochi se ne sono accorti ma oggi il profilo dell’auto a idrogeno è completamente cambiato rispetto a quello dello scorso decennio. Abbiamo a disposizione fuel cell che pesano poco più di 10 chili, sono grandi come un computer portatile e vengono alimentate con idrogeno contenuto in serbatoi in alluminio e fibra di carbonio. Tra fuel cell e idrogeno parliamo di un peso attorno ai 20 chili che sostituisce i 400 chili delle batterie al litio.

Le infrastrutture per l’idrogeno

Il punto critico al momento è il prezzo delle fuel cell, che però è destinato a scendere rapidamente seguendo un andamento simile a quello dei pannelli fotovoltaici. Nell’arco di 5 anni si arriverà alla piena competitività dal punto di vista dei costi e resterà il netto vantaggio in termini di tempi di ricarica ed efficienza”.

A sostenere il lancio dell’auto a idrogeno è dunque una proposta di legge di iniziativa popolare sulla transizione energetica green redatta dalla Fondazione H2U, sostenuta dall’Anci e appoggiata da un gruppo trasversale di parlamentari. La norma prevede un fondo di cento milioni di euro per il Piano nazionale idrogeno. E si collega alle politiche di sostegno delle fonti rinnovabili. Infatti potremmo ottenere l’idrogeno usando i picchi di energia rinnovabile che al momento non si utilizzano. Uno dei sistemi di accumulo possibili per lo storage dell’elettricita pulita è per l’appunto l’idrogeno. Che tra l’altro, accoppiando due fuel cell, può fornire l’energia necessaria a muovere mezzi pesanti che hanno difficoltà ad essere alimentati con le batterie.

I prossimi anni saranno decisivi per lo sviluppo di questa tecnologia. Anche perché l’altro ostacolo che ne rallenta lo sviluppo, oltre al prezzo delle fuel cell, è la debolezza della rete di rifornimento. In Europa ci sono 150 punti di ricarica, ma l’Italia ne ha uno solo, a Bolzano. La spinta dell’Hydrogen Council, un raggruppamento di oltre 50 grandi imprese (da Toyota a Air Liquide) sta dando una spinta decisiva nella direzione dello sviluppo della tecnologia e dell’infrastruttura di base: sono infatti in programma investimenti per 10 miliardi di euro l’anno.

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