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Batterie: la via europea all’energy storage

La transizione energetica presenta sempre nuove sfide all’industria elettrica e dell’automotive. E le batterie costituiscoo la nuova frontiera della ricerca.

Una sfida a cui l’Europa intende far fronte attraverso un’alleanza continentale delle batterie che tenga testa al mercato statunitense ma soprattutto asiatico.

A fine 2017 Bruxelles ha lanciato l’Alleanza europea delle batterie, un nuovo strumento di cooperazione fra i diversi attori del settore guidato dall’esecutivo Ue attraverso finanziamenti e precisi target da implementare. L’obiettivo dell’Alleanza è creare in Europa una catena manifatturiera del valore competitiva e focalizzata su batterie sostenibili, che significa con il minor impatto ambientale possibile lungo tutta la loro vita. Secondo le prime stime, per coprire la domanda di storage della sola Unione europea il mercato comunitario avrebbe bisogno di almeno 10 – 20 “gigafactories”, ovvero impianti di produzione su larga scala.

Il mercato delle batterie

A tutt’oggi il mercato è dominato dall’Asia e dagli Stati uniti: poche aziende concentrano tutta la produzione. Si va dalle giapponesi Panasonic e NEC, alle coreane LG e Samsung, passando per le cinesi BYD e CATL e la statunitense Tesla. E anche se sono diversi i costruttori europei che operano nell’assemblaggio delle batterie per auto elettriche, il Vecchio Continente è attualmente tagliato fuori dallo scenario mondiale. Secondo Goldman Sachs la domanda mondiale per le batterie al litio, trainata dalla mobilità elettrica, aumenterà fino a far raggiungere al settore un fatturato di 40 miliardi di dollari entro il 2025.

Accanto all’impulso diretto di Bruxelles che a fine gennaio ha lanciato un bando per lo sviluppo di progetti per una nuova generazione di batterie nell’ambito del programma Horizon 2020 con una dotazione di 114 milioni di euro, a dicembre Germania e Francia hanno stretto un accordo per lo sviluppo di un “approccio strategico” per la produzione di batterie in Europa. L’intesa nasce con lo scopo di creare le condizioni affinché si possa sviluppare questa tecnologia e fornire supporto all’avviamento per un periodo di tempo limitato.

Nel testo della dichiarazione non si fa riferimento ai dettagli della “mission” dei due Paesi – che comunque riguarderà “la cooperazione tra aziende, istituti di ricerca e piattaforme nel campo della produzione di celle di batteria e attraverso la catena del valore, dai fornitori di materie prime alle case automobilistiche” – rimandando ai prossimi mesi la definizione delle azioni specifiche da mettere in campo.

Germania

Va sottolineato però l’enorme impegno della Germania nel settore: un miliardo di euro è stato già messo in campo per i prossimi quattro anni in modo da favorire la produzione di batterie sul territorio nazionale. Anche la Francia sosterrà economicamente l’accordo, in particolare attraverso il Programma di investimenti per il futuro e avviando attività di collaborazione sia con le case automobilistiche che con le aziende del settore energetico, chimico e minerario del National Industry Council. Le proposte relative a questo progetto possono qualificarsi come un “importante progetto di comune interesse europeo (Ipcei), pertanto il suo quadro di finanziamento potrebbe essere definito in base a questo speciale regime di aiuti di Stato della Commissione europea”, recita l’accordo. E a inizio 2019 il governo di Berlino ha stanziato un fondo di 500 milioni di euro per la ricerca nel settore delle batterie per auto elettriche.

Ma la ricerca sulle batterie non parla solo tedesco. La Commissione Ue ha lanciato a inizio febbraio – in occasione degli Industry Days 2019 – la “Piattaforma europea per la tecnologia e l’innovazione delle batterie” collegata alla R&S della Battery Alliance Ue. L’iniziativa, guidata dall’associazione europea per lo storage (Ease) assieme a InnoEnergy e all’alleanza Ue per la ricerca (Eera), intende raccogliere tutti i soggetti pubblici e privati attivi lungo la catena del valore degli accumulatori.

“La piattaforma supporterà la ricerca e l’innovazione per tutte le tecnologie delle batterie”, spiega la Commissione, sottolineando che il progetto potrà “consolidare la base dell’industria del settore, con nuove opportunità di crescita e posti di lavoro”. “La Ue non vuole essere solo un consumatore di batterie, vuole diventare un leader di mercato in un comparto che vale fino a 250 miliardi di euro entro il 2025”, ha spiegato il direttore generale della DG Energia, Dominique Ristori.

Francia

E non poteva mancare l’iniziativa francese. La Francia di Emmanuel Macron ha lanciato il suo piano sulle batterie: 700 milioni di euro nei prossimi 5 anni è l’investimento previsto dal capo dell’Eliseo. Macron ha spiegato dal palco dell’Oica, la federazione mondiale delle associazioni di costruttori auto e di componentistica, che verranno costruiti due impianti di produzione, uno in Francia e uno in Germania. “In termini di sovranità e indipendenza, ritengo che non sia positivo nel lungo periodo che la nostra industria e l’industria europea dipendano al 100% da quella non europea. Per questo ritengo che sulle batterie sia necessario un campanello d’allarme europeo”, ha spiegato il presidente Macron. Nel piano, spiega Reuters, sono previste anche agevolazioni per la costruzione di punti di ricarica per veicoli elettrici, una maggiore visibilità per i bonus all’acquisto di auto elettriche per i consumatori e obiettivi più ambiziosi per l’acquisto di vetture elettriche da parte della pubblica amministrazione.

Italia

Anche in Italia il governo considera prioritario sviluppare un’offerta industriale nel settore delle batterie per la mobilità e per le applicazioni fisse. Il progetto potrebbe rivestire le caratteristiche di “un importante progetto di comune interesse europeo (Ipcei, Important Projects of Common European Interest)”. Per ottenere i risultati attesi, il ministero dello Sviluppo economico, in parallelo con diversi altri Paesi europei, lancia alle aziende un invito a manifestare interesse, con l’obiettivo di identificare quelle che potrebbero partecipare a questo primo grande progetto riguardante la produzione in Europa di celle e moduli batteria innovativi e rispettosi dell’ambiente. L’invito si chiuderà il 28 febbraio 2019.

Tra le caratteristiche richieste, l’azienda deve far parte della catena del valore (dalla produzione delle materie prime necessarie per la fabbricazione dei vari componenti della cella al riciclaggio delle batterie) per una produzione industriale innovativa e rispettosa dell’ambiente di celle e moduli di batterie in Europa. Inoltre deve avere un progetto d’investimento in Italia come parte del progetto.

In particolare, il progetto tecnico riguarderà congiuntamente la R&S e la prima fase di sviluppo industriale di nuove tecnologie integrate nella produzione di celle e moduli di batterie, e più in particolare di batterie agli ioni di litio. Infine da un lato il progetto tecnico deve presentare forti innovazioni rispetto allo stato dell’arte mondiale nel settore, dall’altro l’impresa deve impegnarsi a diffondere le nuove conoscenze acquisite nell’ambito dell’opera finanziata al di là dei suoi clienti e fornitori. Quanto all’Ipcei, il forum strategico deve consentire un’ampia diffusione delle conoscenze acquisite, diffusione che avverrà al di fuori dei partner del progetto in tutta l’Unione europea. I risultati protetti da titoli o diritti di proprietà intellettuale saranno diffusi a condizioni di mercato eque, ragionevoli e non discriminatorie.

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