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Lybra: il casello smart che genera energia pulita

Da una startup italiana il progetto di una pedana mobile che genera energia grazie alla frenata dei mezzi: 15 mila Kw/h l’anno e un risparmio di 11mila tonnellate di CO2

 di Leonardo Vacca

Una tecnologia alternativa, in grado di convertire in elettricità (a corrente alternata) l’energia generata dal rallentamento di un automezzo. Un’idea che prende spunto dal moto ondoso del mare, sviluppata dalla startup milanese Underground Power. Inizialmente l’energia doveva essere generata da un dosso rallentatore, poi trasformato in pedana stradale piatta.

Lybra, il suo nome, aiuta a rallentare i mezzi che, comprimendo la superficie della pedana, attivano il generatore elettrico. La prima installazione risale al 2014, su una strada nei pressi di un centro commerciale di Rescaldina (Milano). Dopo vari test la pedana ha ottenuto la certificazione dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

I dati tecnici di Lybra

Un sistema capace di generare energia pulita a tutte le ore del giorno e per tutto l’anno. I dati della prima installazione nei pressi del centro commerciale nel milanese sono notevoli: 8.500 veicoli transitati ogni giorno per una produzione media di circa 100 mila chilowattora all’anno. L’equivalente di un impianto fotovoltaico da 80 kW (che con le attuali tecnologie occuperebbe una superficie di circa 400 metri quadri) o di 19 tonnellate di petrolio.

I nuovi impianti

Recentemente sono stati installati altri due impianti, sempre presso un centro commerciale in provincia di Vicenza. Ma l’idea è quella di dotare i caselli autostradali di questa tecnologia. Ed è così che al casello di Corignano, sulla A28, verrà sperimentato l’uso della pedana su un tratto in cui passano 5.600 veicoli al giorno.

Gli studi, intanto, dimostrano che i due dispositivi al casello (uno in entrata e uno in uscita) possano generare fino a 15 mila KW/h l’anno. Un dato equivalente al fabbisogno di cinque case abitate da quattro persone. E la diminuzione dell’uso dei freni dei veicoli (dal momento che la pedana ha anche la funzione di rallentare i mezzi in transito) comporterebbe una diminuzione di 11mila tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera dagli stessi impianti frenanti (che secondo un recente studio generano, insieme agli pneumatici, la metà dell’inquinamento prodotto da un’automobile).

Quello di Corignano sarà il primo casello autostradale al mondo che si dota di questo sistema, e dopo l’installazione seguirà un periodo di nove mesi di test, al termine dei quali Lybra diventerà ufficialmente operativa, con la possibilità di estenderne l’uso a tutta la rete di Autovie Venete (che controlla l’A28) e non solo.

L’origine dell’idea

In realtà si tratta di un progetto inizialmente pensato per il mare. Spiega Andrea Pirisi, ceo della startup composta anche dai soci Massimiliano Nosenzo e Andrea Mario Corneo, che l’idea nasce nel 2010, quando si era pensato di generare energia pulita dal mare. Una sorta di boa smart, in cui l’onda, trascinando in alto e in basso il dispositivo, convertiva il moto ondoso in energia elettrica, con l’utilizzo di un generatore.

Il problema riscontrato è stato quello dell’imprevedibilità dell’ambiente marino e di un moto ondoso spesso incontrollabile e aggressivo. Un dato che sballava continuamente i test e allontanava gli investitori. Poi il colpo di genio, davanti a un boccale di birra al pub con gli amici: in mare non è possibile realizzare un modello predittivo, perché allora non spostarsi su strada? Così è nata Lybra, l’unica tecnologia del suo genere ad aver superato i test di laboratorio. Dettaglio non da poco conto, visti gli insuccessi di progetti simili in Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti e Israele.

Costi, manutenzione e futuro

Ma quanto costa installare un dispositivo come questo? Trentacinquemila euro “chiavi in mano”: due moduli, opere civili ed elettriche. Compresa anche la progettazione, visto che ogni sistema deve essere realizzato tenendo conto del flusso del traffico giornaliero stimato. La manutenzione è garantita da tecnici specializzati.

Il progetto ha attirato non poco interesse: va installato in zone di decelerazione e, per arrivare al 100% della sua potenzialità, è necessario che i veicoli transitino a una velocità compresa tra i 20 e i 70 km/h. Il suo utilizzo migliore, quindi, è nei pressi di un incrocio, di uno stop, di un semaforo o di un passaggio pedonale. Punti nevralgici delle strade urbane del nostro Paese. E non sorprende che molti Comuni italiani, società e industrie si siano fatte vivi per acquistare Lybra. Non solo in Italia, sono state già avviate le prime trattative anche con Emirati Arabi e Canada.

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