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Contro lo smog 400 milioni

Sottoscritto a Torino il Protocollo “Aria Pulita”. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “Ogni giorno muoiono 219 persone per l’inquinamento dell’aria”

L’inquinamento atmosferico provocato dai trasporti, dall’agricoltura, dal riscaldamento domestico, è uno dei grandi nemici della nostra salute. Lo smog, soprattutto in alcune aree del Paese, si è trasformato in un’emergenza cronica. Un primo passo per risolvere il problema è stato fatto martedì a Torino. Presidenza del Consiglio, sei ministeri, Regioni e Province autonome, presente il Commissario europeo all’Ambiente Karmenu Vella, hanno sottoscritto il Protocollo “Aria Pulita” nell’ambito del Clean Air Dialogue, il dialogo bilaterale promosso dal ministero dell’Ambiente con la Commissione europea per ridurre le emissioni dannose causate dall’industria, dal traffico, dagli impianti di produzione di energia e dall’agricoltura.

Gli ambiti di intervento

Il Piano d’azione ha una durata di due anni ed è articolato in 5 ambiti di intervento: già individuate alcune misure. La regia della lotta contro lo smog è affidata all’Unità di coordinamento istituita presso la presidenza del Consiglio che individuerà entro 6 mesi dal proprio insediamento altri interventi. Il pacchetto di proposte va dalla razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi all’istituzione di un Fondo per il finanziamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, con una dotazione fino a 400 milioni di euro all’anno. Nel Piano, inoltre, si ribadisce la necessità dell’uscita dal carbone, prevista dall’Italia nel 2025. Con un’accelerazione per le centrali termoelettriche che ricadono nelle aree oggetto delle procedure di infrazione, attraverso la loro chiusura o la loro trasformazione.

“Ogni giorno”, ha ricordato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, “muoiono prematuramente 219 persone a causa dello smog, come dice l’Oms: 80 mila circa morti all’anno. Numeri che dobbiamo azzerare”. Per il ministro, il Protocollo “è un Piano d’azione operativo. Agiremo in accordo con le Regioni con impegni concreti, perché è importante lavorare insieme. Ci siamo assunti una responsabilità politica pubblica, amministrativa e gestionale. Vogliamo fare da battistrada anche per gli altri Paesi europei in procedura d’infrazione”.

Due procedure di infrazione

La Commissione europea, ricorda il Minambiente, ha avviato due procedure di infrazione nei riguardi dell’Italia per la non corretta applicazione della direttiva 2008/50/CE. Ovvero i superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite del particolato (PM10) e del biossido di azoto (NO2). Occorre intervenire con urgenza sia per motivi sanitari sia perché eventuali sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea potrebbero imporre oneri economici di entità molto rilevante, nonché la possibile riduzione dei Fondi strutturali per l’Italia.

Nell’ambito della mobilità il Piano introduce liniti di velocità nei tratti autostradali vicino ai centri urbani. Saranno anche definite linee guida per la classificazione dei veicoli elettrici e ibridi in modo da orientare gli incentivi verso le tecnologie a minor impatto ambientale. E si prevede la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la micro mobilità elettrica (segway, hoverboard, monopattini).

Sul fronte del riscaldamento, sono state annunciate misure di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dalle stufe a biomassa e dagli impianti termici alimentati a biomassa, limitazioni all’utilizzo degli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio e la qualificazione degli installatori di impianti alimentati a fonti rinnovabili.

Infine, in ambito agricolo, il Piano prevede interventi per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e limitazioni alla combustione dei residui vegetali.

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