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Ricaricare l’auto elettrica nel tempo di un caffè

Entro il 2025 batterie più efficienti e meno ingombranti: un passaggio chiave per la e-mobility

Autonomia di guida da 300 a 600 km, ricarica completa in poco più del tempo di un caffè, dimezzamento delle dimensioni e dei costi delle batterie. Al raggiungimento di questi obiettivi sta puntando Basf, colosso chimico che entro il 2025 intende realizzare un prototipo di auto elettrica dotata di queste caratteristiche

Senza dubbio la diffusione su larga scala dei veicoli elettrici passa attraverso una maggiore efficienza dei sistemi di ricarica. Per questo la ricerca di Basf, colosso chimico e leader nel settore delle batterie elettriche, sta puntando sui materiali catodici. Una delle componenti fondamentali delle batterie agli ioni di litio, le più utilizzate nella e-mobility. Sono infatti i materiali catodici a determinare efficienza, affidabilità, costi, durata e dimensioni della batteria, consentendo così di migliorare le prestazioni dei veicoli in termini di velocità, accelerazione e potenza. 

Ricerca e sviluppo di nuovi materiali

Il portafoglio di materiali Basf utilizzati per le batterie agli ioni di litio comprende l’ossido di alluminio al nichel cobalto (Nca) e l’ossido di manganese al nichel cobalto (Ncm), caratterizzati da una maggiore densità energetica e con eccellenti proprietà elettrochimiche in grado di rendere le celle della batteria più potenti, affidabili e convenienti. Le attività di ricerca e sviluppo condotte da Basf riguardano questi materiali e le loro prestazioni. Così come lo studio su componenti per batterie di prossima generazione, ad esempio le batterie a stato solido.

Il primo passo del progetto sarà l’avvio della nuova sede produttiva di Harjavalta, in Finlandia, a cui potrebbero seguirne altre in Europa. L’impianto di Harjavalta verrà costruito vicino alla raffineria di nichel e cobalto di proprietà di Norilsk Nickel (Nornickel). Questi, hanno già siglato con Basf un accordo di fornitura a lungo termine per queste materie prime. La contiguità tra i due impianti garantirebbe una fornitura congiunta di materie prime per la produzione di batterie, interamente europea. Il nuovo impianto utilizzerebbe, inoltre, fonti energetiche rinnovabili, tra cui energia idroelettrica, eolica e a biomassa.

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