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Casco e patentino per i ciclisti di New York

Il piano per la sicurezza presentato dal sindaco De Blasio. Stanziati 58 milioni di dollari e progettati 165 km di piste protette. Ma l’obbligo del casco fa discutere

Non solo piste ciclabili ma anche casco e patentino per i ciclisti della Grande Mela. Il piano per la sicurezza presentato lo scorso 25 luglio dal sindaco di New York De Blasio intende puntare a eliminare il numero di vittime tra gli utenti delle due ruote. Il “Green Wave Plan for Cycling in NYC”  promuove la Vision Zero, il raggiungimento dell’obiettivo zero morti sulle strade della città.

“Diciassette ciclisti sono morti a New York dall’inizio dell’anno. Abbiamo deciso di stanziare 58 milioni di dollari per sicurezza di chi va in bici”, ha detto il sindaco della Grande Mela, annunciando i provvedimenti che intende adottare nei prossimi mesi. Tra le misure prese in considerazione, ci sono l’obbligo di indossare il casco e un patentino per ciclisti.

Sforzi concentrati a Brooklyn

Il nuovo piano di sicurezza prevede anche di costruire ogni anno 55 chilometri di piste ciclabili protette (con una barriera che separi i ciclisti dalle auto), in modo da arrivare nel 2021 a 165 chilometri di tragitto sicuro. La zona in cui si concentreranno gli sforzi è il quartiere di Brooklyn, dove si sono verificati più incidenti. E per questo il sindaco ha deciso di presentare il piano nel quartiere di Bay Ridge, dove da poco è stata inaugurata una ciclabile in sede protetta.

A New York la bici è molto usata: più del 24% degli adulti la utilizza abitualmente facendo registrare più di mezzo milione di spostamenti al giorno. E molte reazioni non sono state positive, soprattutto da parte delle società di bike sharing. Il timore è che l’obbligo di indossare il casco e di avere un patentino possano ridurre l’uso delle due ruote.
Di Blasio ha replicato che “innanzitutto dobbiamo pensare a ciò che è sicuro per le persone. E’ qualcosa che possiamo far rispettare effettivamente? Scoraggerà le persone dall’usare la bicicletta? Mi importa soprattutto della sicurezza”.

Julie Wood, portavoce di Citi Bike (uno dei più grandi progetti di bike sharing del Paese), ha spiegato che la compagnia è “orgogliosa del suo record nel campo della sicurezza negli ultimi sei anni e che i clienti sono sempre invitati a indossare il casco”. “Ci sono numerose prove”, ha però aggiunto, “che per garantire la sicurezza dei ciclisti servono piste ciclabili protette e comportamenti meno pericolosi da parte degli autisti, non leggi che rendano obbligatorio l’uso del casco”.

Migliorare le intersezioni stradali

Secondo il responsabile del Dipartimento dei Trasporti, il Green Wave Plan rappresenta una lista di azioni da intraprendere per mettere in sicurezza le strade della città. Al primo posto c’è il miglioramento delle intersezioni stradali che hanno coinvolto più vittime. Tra gli altri obiettivi: più squadre di agenti di polizia da destinare ai controlli di velocità e alla sosta selvaggia, la creazione di un nuovo regolamento comunale sulla gestione dello spazio pubblico, restrizioni da applicare ai mezzi pesanti circolanti in città, 2.000 parcheggi di bici all’anno.

Oltre al crescente uso della bicicletta è da sottolineare il piano per triplicare entro il 2023 la flotta del bike sharing “City Bike”. Investimenti che vanno di pari passo con l’ampliamento della rete ciclabile cittadina che negli ultimi tre anni è cresciuta di 100 chilometri all’anno.

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