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Un giorno senza plastica

Oggi è la Giornata internazionale contro i sacchetti in plastica. Per sensibilizzare, favorire le buone pratiche e tutelare mari e oceani

di Leonardo Vacca

Abbandonare almeno per un giorno le buste e gli shopper di plastica, far partire dai cittadini la rivoluzione plastic free. La Giornata internazionale contro i sacchetti in plastica è stata istituita nel 2009 da MCS, The Marine Conservation Society, una società inglese no profit che si occupa di conservazione dell’ecosistema marino, il più danneggiato dallo scorretto smaltimento della plastica.

L’Europa si sta muovendo nella direzione giusta, ma è tuttora il secondo produttore al mondo di plastica dopo la Cina. E il dato allarmante è che ogni anno vengono dispersi in natura 100 milioni di tonnellate di plastica e una buona parte (le stime vanno da 8 a 20 milioni di tonnellate) finisce negli oceani. Tanto che si sono formate enormi isole inquinanti come il Pacific Trash Vortex, nell’Oceano Pacifico tra la California e le Hawaii, un’isola grande tre volte la Francia con un peso di circa 80 mila tonnellate.

I rifiuti nel Mediterraneo

Nello stesso Mediterraneo ci sono trecento rifiuti ogni chilometro quadrato (nel 1990 erano cento per la stessa superficie). Il Mare Nostrum, non per niente, è considerato la sesta grande zona di accumulo di rifiuti plastici al mondo dopo le cinque isole oceaniche. Il Mediterraneo, che rappresenta solo l’1% delle acque mondiali, concentra al suo interno il 7% della microplastica globale.

Tornando ai sacchetti, ogni cittadino europeo consuma ogni anno 198 buste di plastica, di cui il 90% è ancora monouso (pur se sale la quota di quelli biodegradabili). L’Italia, con l’introduzione dei sacchetti compostabili e di quelli riutilizzabili, ha visto una riduzione del 55% degli usa e getta, ma rimane uno dei Paesi, tra quelli dell’Unione, ad utilizzare maggiormente i sacchetti di plastica. La cifra totale è tra i nove e i dieci miliardi di buste, circa 150 a testa.

Le iniziative dell’Unione Europea

L’Unione Europea nel 2016 ha iniziato la sua battaglia contro la plastica monouso con l’obbligo di fornire, da parte dei commercianti, sacchetti biodegradabili al 100%. Ma solo per l’Italia si calcola che l’80% dei negozianti non rispetti ancora questa normativa. Altre iniziative riguardano la messa al bando della plastica monouso per oggetti come bicchieri, piatti, posate e cotton fioc.

In attesa che le disposizioni vengano recepite dai singoli Stati, almeno per il 12 settembre proviamo a stare attenti, a mettere la plastica in un cassetto e magari ad abituarci ad una sua progressiva riduzione, a partire dalle nostre case e dalla nostra quotidianità.

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