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Potenza: la stazione ferroviaria dismessa diventa modello di sharing economy

 I nuovi locali ospitano laboratori di riciclo, spazi espositivi per la vendita di prodotti biologici e a chilometro zero, luoghi di incontro, formazione, ricerca

Una vecchia stazione ferroviaria dismessa trasformata nella prima green station italiana. È successo a Potenza con ScamBioLoGiCo, un progetto che – anche nel nome – mette insieme tre pilastri della sostenibilità e della sharing economy: locale, giusto, condiviso. Tre elementi fondamentali che hanno trasformato un vecchio scalo merci – la stazione di Potenza superiore – in un esempio concreto di economia sostenibile e circolare che ospita laboratori di riciclo, spazi espositivi per la vendita di prodotti biologici, a chilometro zero, sfusi, non imballati e del commercio equo e solidale. Ma anche spazi dedicati allo scambio di oggetti. E poi luoghi di incontro, formazione, ricerca e sviluppo per la diffusione della cultura ambientale e la condivisione delle conoscenze.

Il progetto – nato grazie all’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana – è partito dal recupero e dalla riqualificazione del vecchio edificio della stazione risalente ai primi del Novecento, condotto utilizzando materiali e tecniche costruttive biocompatibili e scegliendo il più possibile materie prime riciclate.

Recuperare la vecchia stazione? Ce ne sono 450 dismesse…

Sono circa 450 le stazioni dismesse. L’obiettivo è dar nuova vita a questi spazi dimenticati trasformandoli in luoghi di incontro e socialità, poli di attrazione urbana, centri di servizio sociali, ambientali e di mobilità collettiva. Ripensare le città partendo dagli spazi pubblici legati alla mobilità è una sfida fondamentale per rendere le aree urbane più sostenibili e smart, ma anche più accoglienti e sicure. Un passaggio significativo visto che proprio nelle città si giocheranno molte delle prossime sfide ambientali.

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Sono già molti gli esempi di città che si stanno trasformando in laboratori innovativi mettendo al centro l’architettura efficiente, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile.

Da Milano, dove si sono ripensati interi quartieri intorno a nodi strategici della mobilità urbana, a Napoli dove le stazioni metropolitane di Toledo – premiata come la più bella d’Europa, o quella di Afragola progettata da Zaha Hadid – diventano un modello per coinvolgere artisti e architetti in progetti di recupero urbano. O a Firenze dove il sistema di tranvie sta cambiando il modo di vivere la città sottraendo spazi alle auto. Infine le piste ciclabili in Trentino,  diventate uno straordinario volano per il turismo.

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