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Materiali a basse emissioni per risanare le città

Impegno di Copenaghen, Oslo e Stoccolma a ridurre del 44% entro il 2050 le emissioni climalteranti generate dagli edifici e dalle infrastrutture

di Redazione

I cambiamenti nel settore delle costruzioni potrebbero ridurre le emissioni climalteranti generate dagli edifici e dalle infrastrutture del 44% entro il 2050. E un impegno in tal senso è stato preso da Copenaghen, Oslo e Stoccolma. Anche perché le emissioni basate sui consumi – compresi l’edilizia, il cibo, l’abbigliamento, l’aviazione e l’edilizia – provenienti da circa 100 grandi città del mondo rappresentano già il 10% delle emissioni globali di gas serra: senza rimedi urgenti saranno quasi il doppio entro il 2050.

Azioni in sei aree chiave

Per ridurre l’impatto climatico delle costruzioni nelle città sono previste azioni in sei aree chiave: implementazione dell’efficienza nella progettazione dei materiali; miglioramento dell’utilizzo degli edifici esistenti; passaggio da materiali ad alta emissione a legname sostenibile; utilizzo di cemento a basse emissioni di carbonio; riutilizzo di materiali e componenti per l’edilizia; utilizzo di macchine edili a basse o zero emissioni.

La ricerca – promossa da C40 Cities Climate Leadership Group, Arup (società che presta servizi professionali di ingegneria, design in ambito edile) e Università di Leeds – rileva che tali azioni potrebbero generare ulteriori vantaggi economici, sociali e sanitari, tra cui la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e nuovi posti di lavoro.

Frank Jensen, lord mayor di Copenaghen e Raymond Johansen, governatore sindaco di Oslo, si sono impegnati ad attuare normative e politiche di pianificazione per garantire che vengano acquistati biocarburanti e macchinari carbon free e chiedono progetti sostenuti dalla cittadinanza.

Entro il 2030 aria pulita a Oslo

“A Oslo i cantieri generano fino al 7% delle emissioni totali, equivalenti a 30.000 auto a benzina sulla strada”, ha affermato il sindaco Johansen. “In futuro, nuovi asili, scuole e palazzetti dello sport saranno costruiti senza emissioni e con materiali a basse emissioni di carbonio. L’edilizia è il nostro più stretto alleato. Siamo fiduciosi che entro il 2030 l’aria di Oslo sarà più pulita, le emissioni più basse e l’ambiente più sano grazie alle azioni che stiamo intraprendendo oggi”.

Il piano climatico CPH2025 di Copenaghen prevede di utilizzare carburanti non di origine fossile per i macchinari e biocarburanti per le vetture. Raddoppierà anche gli sforzi per garantire che i cantieri e le opere civili commissionati dalla municipalità siano prevalentemente privi di fonti fossili.

Stoccolma mira a essere senza combustibili fossili entro il 2040. In collaborazione con la Federazione svedese delle costruzioni e l’Istituto svedese di ricerca ambientale IVL, Stoccolma ha sviluppato uno strumento di analisi del ciclo di vita per valutare tutti gli aspetti del processo di costruzione da un punto di vista climatico: dalla scelta dei materiali e dall’uso di macchinari ai processi di costruzione. La soluzione è ora in fase di sperimentazione con l’obiettivo di realizzarla in tutta la città entro il 2021.

L’impatto sul clima dell’intero processo edilizio

“Insieme all’industria edile e al mondo accademico, Stoccolma sta creando un potente strumento per controllare l’impatto sul clima dell’intero processo edilizio. Usarlo ci aiuterà a orientarci verso le soluzioni più efficienti dal punto di vista climatico”, ha affermato Anna König Jerlmyr, sindaco di Stoccolma. Oslo, Copenaghen e Stoccolma si sono anche impegnate ad assumere un ruolo guida nella creazione di un mercato globale per materiali da costruzione a bassa emissione e macchinari a zero emissioni.

C40 Cities Climate Leadership Group, un gruppo di 94 città in tutto il mondo che rappresenta un dodicesimo della popolazione mondiale e un quarto dell’economia globale, si concentra sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulla promozione dell’azione urbana che riduce le emissioni di gas serra e i rischi climatici.

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