Ogni anno in Italia cementificati 4.900 ettari

E’ come se ogni anno spuntasse in campagna una nuova città grande come Bologna

di Redazione

L’Italia fa i conti, ancora una volta, con il consumo di suolo che procede, secondo dati Ispra, al ritmo di quasi 1,6 metri quadrati al secondo. Per intenderci, è come se ogni anno spuntasse in campagna una nuova città, con un territorio urbanizzato di 4.900 ettari, pari a quello di Bologna. Un dato preoccupante – nonostante il trend in diminuzione – soprattutto se si considera che la popolazione italiana è in diminuzione. La denuncia arriva da Legambiente che in occasione della Giornata mondiale del suolo è scesa in piazza, a Roma e a Milano, organizzando due flashmob, uno simbolico e uno reale, allo scopo di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini sul tema.

Nella capitale, i volontari si sono dati appuntamento in Piazza del Popolo dove hanno dato vita a una performance che ha reso ”visibile” la sparizione del suolo, un prato di 100 metri quadrati, esattamente la superficie di suolo che viene persa, ogni minuto, nel nostro Paese, scandito da un cronometro formato maxi. In contemporanea è stato esposto uno striscione per lanciare il messaggio ”stop al consumo di suolo”.

A Milano, invece, l’appuntamento si è tenuto in viale Suzzani, dove ha preso il via un’azione di smantellamento dell’asfalto, la ”depavimentazione” di una superficie di 900 metri quadrati che il Comune, su sollecitazione di Legambiente, ha deciso di restituire ai cittadini come verde pubblico.

Quali sono i territori più colpiti?

L’incremento del consumo di suolo è un problema che riguarda prevalentemente le regioni del Nord (53,4%) e meno quelle del sud (20,6%). Veneto e Lombardia, da sole, incidono per il 30% sul dato nazionale di crescita di superfici urbanizzate. Seguono la Puglia, l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Sicilia. Ed è un problema che riguarda le città: Roma, negli ultimi anni, ha subito le perdite di suolo più severe. (segue) 5 12.19

“In 60 secondi se ne vanno in fumo 100 metri quadrati di suolo agricolo e naturale, il che vuol dire che ogni ora ne perdiamo circa 6.000 metri quadrati”, sottolinea Stefano La Porta, presidente Ispra. “Le colate di cemento non si arrestano neanche davanti alle aree a pericolosità idraulica media (+673 ettari nel 2018), da frana (+350 ettari) e alle zone a pericolosità sismica (+1803 ettari). Le nostre città soffocano nel cemento, con una perdita di aree verdi di 24 metri quadrati per ettaro”.

Quest’anno la Fao ha voluto dedicare la giornata del suolo al fenomeno dell’erosione. Un tema che riguarda molto da vicino il nostro Paese, considerando che l’Italia detiene i dati più allarmanti, in particolare per quanto riguarda l’erosione dovuta anche alle cattive pratiche agricole. In tutto il territorio Ue l’erosione avviene a un ritmo medio di 2,47 tonnellate di suolo per ettaro all’anno. Si tratta di suolo asportato, dall’acqua, dal vento o dalle pratiche agricole aggressive.

I numeri della perdita

Complessivamente, la stima è quella di una perdita fisica di suolo pari a 970 milioni di tonnellate, ovvero 600 milioni di metri cubi di suolo (per avere un’idea, si tratta del volume d’acqua occupato dal Lago Trasimeno), strappati ogni anno in Europa dai fenomeni erosivi. In Italia la perdita di suolo media per erosione è di circa 9 tonnellate per ettaro all’anno, un quarto di tutto il suolo perso per erosione in Europa, con una perdita di produzione agricola stimata in oltre 600 milioni di euro.

‘La lotta all’erosione e, in generale, al degrado del suolo deve essere assunta come una sfida prioritaria per l’agricoltura italiana anche in vista della nuova programmazione dei fondi della Pac”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “L’erosione, soprattutto nei territori collinari e appenninici, causa perdita di produzioni, ma è anche innesco di fenomeni di dissesto idrogeologico, sommandosi agli effetti di infrastrutture e di insediamenti mal progettati”.

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