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L’energia pulita e affidabile aiuta a battere il coronavirus

La mobilitazione delle imprese elettriche italiane per affrontare la situazione di emergenza Covid-19 assicurando sicurezza e affidabilità delle forniture elettriche

La crisi del coronavirus ci ha imposto lutti e sacrifici. Ci ha rinchiuso in appartamenti spesso troppo piccoli per una convivenza 24 ore su 24. Ci ha privato di quell’alternanza di ambienti e di rapporti importante per il nostro equilibrio. Ma ci ha anche ricordato che le nostre case, senza la sicurezza di poter accendere il televisore, entrare nel web, accendere la lavatrice sarebbero decisamente meno accoglienti. Mai come in questa fase ci rendiamo conto dell’importanza di poter disporre dell’accesso all’energia elettrica e di una fornitura affidabile.

La pandemia ha messo in evidenza come le società moderne non possano fare a meno di un sistema elettrico moderno, a basso impatto ambientale e ad alta affidabilità tecnologica. Per questo, evidenzia Elettricità Futura, il sistema delle imprese elettriche si è mobilitato per affrontare la situazione di emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19 assicurando sicurezza e affidabilità delle forniture elettriche, “nel pieno rispetto della tutela della salute di lavoratrici e lavoratori del settore, impegnati in questo sforzo straordinario e in alcuni casi purtroppo già ridotti dal contagio del virus”.

Il valore critico dell’infrastruttura elettrica

Anche l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), con il direttore esecutivo Fatih Birol, ha voluto sottolineare il valore critico dell’infrastruttura elettrica e del know-how, indispensabili per rispondere alla pandemia di coronavirus che “ha causato una crisi globale senza precedenti”, di cui “l’emergenza sanitaria pubblica è la priorità immediata”. E ha sollecitato i responsabili politici a garantire che i sistemi di domani rimangano affidabili e trasformati dall’aumento delle tecnologie energetiche pulite. “In questi tempi straordinari, possiamo farcela senza molte cose, ma non possiamo farcela senza elettricità” il cui ruolo è “destinato ad espandersi ed evolversi negli anni e nei decenni a venire”, è l’ammonimento di Birol.

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Con milioni di persone confinate nelle loro case, grazie a una fornitura elettrica affidabile che in periodi normali utilizziamo per frigoriferi, lavatrici e lampadine, si è potuto fare ricorso al telelavoro, ai siti di e-commerce per fare la spesa e alle piattaforme di streaming video per trovare intrattenimento. Non solo, in molti Paesi l’elettricità è fondamentale per il funzionamento dei ventilatori e delle altre apparecchiature mediche negli ospedali per il trattamento del numero crescente di malati, assicurando anche la comunicazione tempestiva di informazioni importanti tra governi e cittadini e tra medici e pazienti.

Tutti servizi che non dovrebbero essere dati per scontati. In Africa, centinaia di milioni di persone vivono senza alcun accesso all’elettricità, rendendole molto più vulnerabili alle malattie e ad altri pericoli.

Proprio per richiamare il ruolo centrale dell’elettricità in questa fase critica, Elettricità Futura ha inviato un documento alle autorità in cui sono evidenziate le azioni già messe in campo e le criticità del sistema elettrico italiano, esprimendo “grande preoccupazione circa le difficoltà che le imprese si trovano ad affrontare quotidianamente nell’attuale situazione di emergenza”. E’ interesse comune poter offrire ”il miglior servizio possibile ai consumatori anche in questo momento di emergenza e salvaguardare l’equilibrio economico, finanziario e operativo degli operatori”.

Le proposte di intervento

L’elenco delle proposte d’intervento, opportune per salvaguardare l’operatività delle aziende, spazia dall’attività di distribuzione – limitando gli interventi a quelli essenziali, quali guasti, manutenzione, allacciamenti urgenti, interventi per la salvaguardia dell’ambiente – agli adempimenti per provvedimenti amministrativi in materia ambientale, energetica e di sicurezza e per manutenzioni programmate i cui termini vanno prorogati. Il tutto nell’ottica di garantire il mantenimento in esercizio operativo delle centrali di produzione elettrica. Anche perché una riduzione dei consumi, che l’Aie stima in circa il 15%, in gran parte a causa della chiusura di fabbriche e imprese, potrebbe comportare un eccesso della produzione rispetto alla domanda, con il rischio di un più frequente taglio delle produzioni da fonti rinnovabili (eolico/idro/fotovoltaico) per le quali occorre prevedere adeguati indennizzi per le mancate produzioni.

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Non compromettere la transizione energetica

Perché, come ha avvertito proprio Birol la settimana scorsa, bisogna evitare che l’epidemia di coronavirus comprometta la transizione energetica verso l’energia pulita. I governi, ha aggiunto, dovrebbero usare le misure di stimolo economico per superare la recessione e investire in tecnologie pulite. “Se ben congegnate, le misure possono garantire benefici economici e facilitare la transizione”. Anche perché, ha concluso, “oggi disponiamo di tecnologie rinnovabili molto più economiche, possiamo contare su importanti progressi dei veicoli elettrici e su una comunità finanziaria che sostiene la transizione all’energia pulita. Se vengono messe in atto le politiche giuste, c’è l’opportunità per trarre il meglio da questa situazione”.