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2020: anno d’oro per le biciclette

Tra incentivi, necessità di rispettare il distanziamento sociale e desiderio di stare in forma le vendite di biciclette quest’anno aumenteranno di 400 mila pezzi 

di Redazione

Potrebbe essere un anno d’oro per l’industria della bicicletta. Secondo stime dell’Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori (Ancma) nel 2020 in Italia si venderanno 400 mila biciclette in più, sia classiche che e-bike. In pratica una crescita del 25% rispetto al dato del 2019 che ha visto la vendita di 1,5 milioni di biciclette.

Senza dubbio una buona spinta verrà dagli incentivi varati dal governo e che prevedono un bonus pari al 60% della spesa sostenuta, con un massimo di 500 euro per chi acquista fino al 31 dicembre una bici  – anche a pedalata assistita – in capoluoghi di regione o provincia o nelle città metropolitane o nei comuni con oltre 50mila abitanti. 

Secondo i calcoli fatti da Ancma, l’incentivo medio sarà di 300 euro e considerata la dote del provvedimento, al momento pari a 120 milioni di euro, la misura potrebbe generare vendite per 400 mila pezzi, tra biciclette elettriche e muscolari.

Ma non saranno solo gli incentivi a spingere il mercato. Molti italiani in questa fase di convivenza con il virus hanno riconosciuto nella bici un mezzo con cui muoversi in sicurezza nelle città, senza fare i conti con bus e metropolitane a rischio affollamento o utilizzare l’automobile. Tanto più che gli spostamenti abituali nelle grandi città sono di entità ridotta: il 60% rimane sotto i 5 chilometri.  

“Non è soltanto l’incentivo che sta portando la gente nei negozi”, spiega Piero Nigrelli, direttore settore ciclo di Confindustria Ancma in un’intervista al Sole24ore. “Fin dal 5 maggio, giorno della ripartenza, c’è stato un boom di richieste di riparazioni per bici che erano in cantina e che improvvisamente per molti italiani erano diventate il mezzo su cui contare per muoversi in sicurezza nella fase 2. E chi non ne aveva una, ha deciso di comprarla, anche senza incentivi». 

A questo si aggiunge un rinnovato desiderio di muoversi, di tenersi in forma considerato importante per fronteggiare le infezioni. “Gli italiani hanno voglia di fare sport“, aggiunge Fabrizio Scalzotto, ceo di Bianchi. “La cosa che sorprende di più in questo momento è la composizione della domanda, che a differenza delle attese non si sta concentrando solo sulle e-bike, ma anche sulle biciclette da corsa e mountain bike. C’è la necessità di muoversi in città e di fare sport”.

Di fronte a questa crescita la criticità potrebbe stare nell’offerta, non in grado di soddisfare appieno questi numeri. “Con il fermo produttivo di due mesi e l’aumento della domanda è probabile che fra qualche settimana potrebbe mancare il prodotto. Non averci permesso di produrre per due mesi avrà delle conseguenze”, conclude Piero Nigrelli.