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Energia, come ripartire dopo il lockdown

Il webinar promosso da Elettricità Futura e Anev, con un focus sul ruolo delle Regioni per uno sviluppo sostenibile a proposito di rinnovabili

di Barbara Battaglia

Che ruolo possono avere le Regioni e le altre istituzioni locali nel processo di trasformazione dell’energia? Come le fonti rinnovabili possono diventare un volano per la ripresa dopo l’emergenza sanitaria? Ecco alcune proposte concrete in un manifesto per migliorare le procedure autorizzative e raggiungere gli obiettivi delle rinnovabili al 2030. Anev ed Elettricità futura chiedono alle Regioni impegni precisi su cinque aspetti chiave. In primis rispetto dei termini e regole chiare per l’attribuzione di poteri sostitutivi ad altri soggetti, nei casi di procedimenti disciplinari, ad esempio. Poi più semplificazioni autorizzative per tipologia di area: ogni territorio ha le sue caratteristiche, congrue per un impianto piuttosto che per un altro, e queste informazioni sono essenziali per chi investe. Il terzo punto del manifesto riguarda il superamento dei pareri negativi: serve la massima trasparenza, in modo che il proponente che riceve un “no” possa capire che errori ha commesso e correggersi. Le associazioni ritengono inoltre fondamentale il rafforzamento della collaborazione tra enti. Infine, la digitalizzazione delle informazioni.

Di questo manifesto e in generale del tema delle rinnovabili hanno parlato, su iniziativa di Elettricità Futura e Anev, diversi rappresentanti politici e tecnici nel corso del webinar “Ripartire dopo il lockdown: le Regioni al centro della transizione energetica”.

Il presidente di Elettricità Futura Simone Mori ha parlato di un “problema di implementabilità delle idee” nel nostro Paese. “Il settore energetico – ha dichiarato – rappresenterà un volano per la ripresa ma ci troviamo di fronte ad un sistema che non ci aiuta e che va migliorato”. Per farlo, “abbiamo lavorato con tanti amministratori durante l’emergenza sanitaria”, ma persistono alcuni nodi critici, tra i quali “Il rapporto tra centro e periferie e la complessità del quadro normativo”.

Il presidente di Anev Simone Togni si è poi soffermato sui termini dei procedimenti e semplificazioni autorizzative per tipologia di area: “Dare la possibilità al settore eolico di produrre energia pulita contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Pniec e alla decarbonizzazione dell’economia significa salvaguardare il pianeta Terra e mettere al primo posto la salute pubblica. L’eolico è oggi una tecnologia matura che necessita di vedere eliminate le resistenze burocratiche di ogni sorta per evitare lungaggini oggi non più accettabili. Riteniamo molto positiva quindi l’iniziativa del governo su questo tema e speriamo si possa arrivare fino alla fine per raggiungere i risultati sperati”. Togni ha sottolineato lo stimolo che ci viene dalla necessità di ripartenza post lockdown in senso positivo: negli ultimi mesi, durante il lockdown, “il settore delle rinnovabili ha retto bene, nonostante il calo dei consumi: è questo un altro elemento di stimolo, dimostra che la transizione può avere anche un’accelerazione positiva”.

Regioni e rinnovabili, il contributo del governo

In rappresentanza del governo sono intervenuti all’incontro il ministro per gli Affari regionali e Autonomie Francesco Boccia e il ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone che in un videomessaggio ha esplicitato l’intenzione di “ripartire dallo snellimento delle procedure che vadano verso il green new deal”. Per Dadone “molti interventi all’insegna della sostenibilità sono già stati fatti, come ad esempio la decisione relativa al cambio parco auto della pubblica amministrazione, con l’indirizzo di andare verso almeno il 50% dei mezzi elettrici e a basso impatto ambientale”.

Stiamo costruendo il decreto semplificazione – ha aggiunto la ministra – , che non semplifica solo le procedure o va verso un sistema di autocertificazioni, ha invece un core, una visione, che è proprio quella del mercato del green e dell’energia rinnovabile”. Infine, secondo la responsabile del dicastero che si occupa di PA, “serve istituire una task force per aiutare le pubbliche amministrazioni. Per una nuova Italia più improntata verso le rinnovabili non basta il governo, serve un dialogo interistituzionale”.

Dopo i primi relatori, è stato presentato un rapporto del centro studi Agici, sul ruolo delle regioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi sanciti dal Piano Energia e Clima (PNIEC). Lo studio, svolto su quattro regioni-campione, Lombardia, Umbria, Lazio e Sicilia, è disponibile sul sito di Elettricità Futura, a questo indirizzo. Ha analizzato tre aspetti: la dotazione infrastrutturale degli impianti FER (eolico e fotovoltaico), delle reti elettriche e dei sistemi di storage e le prospettive future; il quadro autorizzatorio nazionale e regionale per la costruzione delle suddette infrastrutture; gli strumenti attivabili per il superamento delle criticità relative alle procedure autorizzative e per il conseguente rapido sviluppo di impianti FER.

Il seminario si è concluso, dopo la tavola rotonda con gli amministratori regionali e locali, con l’intervento del ministro Boccia. Il responsabile del dicastero per gli Affari regionali ha segnalato come molti dei temi affrontati dal webinar, quindi energie rinnovabili e rilancio del Paese in chiave sostenibile, siano stati anche al centro degli Stati generali a Villa Pamphili.

Qui il link per rivedere la videoconferenza.