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Fino a 4mila euro di incentivi per acquisto di Euro 6? Legambiente: scelta sbagliata

“È assurdo proporre la rottamazione di vecchie auto inquinanti con veicoli un po’ più nuovi, ma altrettanto inquinanti”

di Redazione

Tra gli emendamenti di modifica al Dl rilancio, spunta quello a firma Pd e Leu che prevede incentivi fino a 4mila euro nel 2020 per l’acquisto di vetture Euro6, con emissioni di CO2 superiori a 61 grammi al chilometro, a fronte della rottamazione di un veicolo con almeno 10 anni di vita. Senza rottamazione lo sconto è di 2 mila euro e nel 2021 i bonus saranno dimezzati. Per Legambiente si tratta di una proposta che non va nella giusta direzione.

“È assurdo proporre la rottamazione di vecchie auto inquinanti con veicoli un po’ più nuovi, ma altrettanto inquinanti. Si tratta a nostro avviso – spiega Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – di una scelta sbagliata dal punto di vista ambientale, economico e sociale e che andrebbe ad incentivare nuovamente il settore delle auto inquinanti, senza contare che gli unici a guadagnarci qualcosa sarebbero i concessionari che si trovano a dover smaltire gli stock accumulati da dicembre dello scorso anno, il tutto a discapito dell’ambiente”.

E così mentre nel resto d’Europa si punta davvero sull’elettrico, come sta accadendo in Germania con il raddoppio degli incentivi per l’acquisto di auto ecologiche, in Italia “si guarda al passato senza per altro definire una strategia che guardi davvero al futuro della mobilità sostenibile”, continua Ciafani. “Lo ribadiamo, la ripartenza green di questo Paese deve passare anche attraverso politiche capaci di far crescere la mobilità sostenibile a partire dagli spostamenti in bici, a piedi, passando dal trasporto pubblico alla mobilità elettrica, intermodale, pubblica, condivisa e a emissioni zero, ripensando allo stesso tempo le città e rendendo le aree urbane più vivibili e sicure. Si metta davvero in campo il green new deal di cui si è tanto parlato a partire da qui”.

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A questo riguardo Legambiente ricorda che le emissioni reali delle auto euro 6 vendute sino ad agosto 2019 erano mediamente superiori a quanto previsto dalla norma europea di 19 anni fa (data di entrata in vigore dei limiti euro3) per gli ossidi d’azoto (NOx). Basta leggersi con attenzione le tabelle dei fattori di emissione reali che servono a Ispra per calcolare l’origine dell’inquinamento. Solo alcuni diesel di recentissima produzione (norma euro6d full, che è entrata in vigore nel 2020) rispettano finalmente nella realtà i limiti emissivi previsti già nel 2014. “Quindi siamo indietro di 6 anni. Lo Stato inganna i cittadini se finanzia auto inquinanti (quelle del dieselgate) che presto i Comuni dovranno fermare con i blocchi antismog. Inoltre le nuovissime auto a benzina, diesel, con nuovi moderni dispositivi denox, se da una parte sono certamente meno inquinanti, presentano però due gravi inconvenienti: costano come le auto elettriche e hanno emissioni di CO2 superiori ai 95 grammi per km, quindi a rischio sanzioni europee”.