d

Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem ei est. Eos ei nisl graecis, vix aperiri consequat an.

In. Fb. Tw. Be. Db. Li.

Scarti “mangia CO2” si trasformano in materiale per edilizia e strade

Iniziativa Enea per rendere il processo di decarbonizzazione di acciaierie e cementifici economicamente vantaggioso e circolare

di Redazione

Utilizzare gli scarti dell’industria siderurgica e del cemento per “immagazzinare” anidride carbonica. E, contemporaneamente, produrre materiali di qualità e a basso costo da impiegare in edilizia e nella cantieristica stradale. È questa una delle nuove frontiere della ricerca Enea nel campo della separazione, riutilizzo e confinamento della CO2 (Ccus – carbon capture, utilization and storage). Che sarà testata nell’impianto pilota Zecomix presso il Centro Ricerche Enea Casaccia (Roma).

Anche grazie a queste attività, Zecomix è stato inserito come infrastruttura di ricerca in un progetto europeo finanziato con circa 3,5 milioni nell’ambito del programma Horizon2020. Oltre a Enea, gli altri partner italiani del progetto sono Sotacarbo, Università di Bologna – Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali – e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.

Qual è l’obiettivo? Rendere il processo di decarbonizzazione di industrie come acciaierie e cementifici economicamente vantaggioso e circolare. Gli scarti non andranno più a finire in discarica ma serviranno per catturare la CO2 prodotta. E una volta esaurita la loro capacità di stoccare anidride carbonica, questi ‘nuovi’ materiali saranno reimmessi nei processi industriali stessi per la produzione di cemento e di acciaio, o utilizzati come inerti per fondi stradali.

Tra i settori di interesse c’è l’industria siderurgica. Che potrebbe trasformare le sue scorie in materie prime riutilizzabili per la produzione di cemento, calcestruzzo e malte oppure per manufatti, sottofondi e manti stradali. Con notevoli vantaggi. Sia a livello ambientale che economico, perché vengono utilizzati scarti di produzione. Ma anche per la qualità dei nuovi materiali che mostrano caratteristiche chimiche e fisiche migliorate.

LEGGI ANCHE  Città sempre più calde

“Ci aspettiamo i risultati più promettenti dagli scarti siderurgici. La sola produzione di acciaio da ciclo integrale, escludendo la fase iniziale di produzione di ghisa, genera ogni anno, a livello mondiale, circa 126 milioni di tonnellate di scorie. Scorie che, con le nostre tecnologie, potrebbero stoccare da 6 a 9 milioni di tonnellate di CO2. E produrre nuova materia prima”, spiega Stefano Stendardo, ricercatore Enea del Laboratorio di ingegneria dei processi e dei sistemi per l’energia.

Scarti da riutilizzare, molti gli ambiti di applicazione

Ma gli ambiti di applicazione non finiscono qui. La cattura e il sequestro della CO2 tramite carbonatazione potrebbero infatti essere impiegati anche nel trattamento di altri tipi di scarti. Quali? Le ceneri e le scorie prodotte dalla combustione di carbone e dalla termovalorizzazione di rifiuti urbani e residui di costruzioni e demolizioni.

Scarti industriali a parte, nell’infrastruttura Zecomix si studieranno anche altre possibilità di riuso dell’anidride carbonica: ad esempio la produzione di combustibili come metanolo e kerosene. Inizialmente le emissioni provenienti dalle centrali elettriche a combustibili fossili, gli scarichi di cementifici e di altre fabbriche potrebbero essere la principale sorgente di CO2. In prospettiva, potrebbe essere impiegata anche la CO2 catturata dall’atmosfera stessa (la cosiddetta ‘Direct Air Capture’) o quella naturale per produrre ‘combustibili da carbonio non-fossile’, come già sperimentato in Islanda.

Secondo i dati dell’International Energy Agency (Iea), oggi le infrastrutture Ccs catturano in tutto il mondo oltre 35 milioni di tonnellate CO2 l’anno, equivalenti alle emissioni annuali dell’Irlanda. Nel prossimo decennio, la Iea ritiene necessario aumentare di 20 volte i tassi annuali di cattura di CO2 dalle centrali elettriche e dalle industrie.