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La cura dei sindaci per una ripresa equa e sostenibile

Il programma del network C40 cities per essere preparati a contenere future pandemie, affrontare le ingiustizie sociali e dare seguito all’accordo di Parigi

di Goffredo Galeazzi

Una ripresa equa e sostenibile. È il programma dei sindaci del network C40 cities contenuto nel documento “C40 Mayors agenda for a green and just recovery” che delinea i passi da intraprendere per superare la crisi generata dalla pandemia Covid-19. Il piano prevede che misure specifiche, già in fase di realizzazione in molte città del mondo, diventino la “nuova normalità”, così che si possa allo stesso tempo essere preparati a contenere future pandemie, affrontare le ingiustizie sociali e mantenere il riscaldamento globale al di sotto dell’obiettivo di 1,5°C previsto dall’accordo di Parigi.

Il documento è stato elaborato dalla “C40 Global mayors Covid-19 recovery task force”, istituita e diretta dal presidente di C40 e sindaco di Los Angeles Eric Garcetti e presieduta dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il documento è stato presentato a fine luglio: presenti anche, nel corso di una video conferenza stampa, i primi cittadini di Freetown, Lisbona, Medellín, Melbourne, Montréal, New Orleans, Rotterdam e Seattle.

“All’inizio della pandemia, per affrontare la sfida Covid-19 – ha spiegato Giuseppe Sala – è stata creata una task force di sindaci per elaborare un percorso verso una nuova normalità, a beneficio di tutte le città del mondo. Il futuro delle nostre città è costruito su questa forte visione collettiva per una ripresa verde e giusta”.

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Investimenti in settori green

Tra le misure sostenute dai sindaci ci sono, in via prioritaria, investimenti in settori green, dalle rinnovabili ai programmi di riqualificazione edilizia; ciò permetterebbe di creare migliaia di posti di lavoro sostenibili, aiutare gli abitanti a risparmiare sulle bollette elettriche, proteggere la salute e la sicurezza delle persone con case e uffici più efficienti dal punto di vista energetico. Nonché investimenti per un trasporto collettivo sicuro e affidabile e nuovi spazi protetti per pedoni e ciclisti.

La “C40 Mayors agenda for a green and just recovery” chiarisce che la pandemia di Covid-19 ha reso evidenti le profonde disuguaglianze nel mondo; ha avuto inoltre un impatto sproporzionato sulle comunità indigene e sulle persone di colore, sulle comunità a basso reddito, sugli anziani soli e su coloro che vivono in insediamenti informali. I sindaci si impegnano ad affrontare queste ingiustizie sociali e rivolgono un appello ai governi nazionali e locali, alle banche centrali e alle istituzioni finanziarie internazionali affinché si uniscano nel promuovere una ripresa verde ed equa per superare la crisi legata alla pandemia e garantire che gli investimenti e i fondi per la ripresa puntino a creare società e comunità più eque e inclusive.

Tra le azioni fondamentali per consentire una transizione equa verso un’economia inclusiva, i sindaci indicano la creazione rapida di nuovi posti di lavoro sostenibili e la creazione di programmi di formazione. Per fornire a tutti i servizi pubblici fondamentali, i sindaci si impegnano alla creazione di un sistema di trasporto collettivo sicuro e resiliente post-Covid a emissioni zero con l’acquisto di autobus elettrici; a investimenti nei servizi pubblici fondamentali per tutti, come acqua potabile, cibo, servizi igienico-sanitari e alloggi sani e a prezzi accessibili; alla creazione di “città dei 15 minuti”, dove tutti gli abitanti siano in grado di soddisfare la maggior parte delle loro esigenze grazie a servizi situati a breve distanza dalle loro case, raggiungibili a piedi o in bicicletta.

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Più spazio per pedoni e ciclisti

Per raggiungere questi obiettivi occorre dare più spazio stradale a pedoni e ciclisti; investire in reti pedonali e ciclabili; creare infrastrutture verdi, quali parchi, tetti verdi e marciapiedi permeabili, per contribuire a ridurre i rischi di caldo estremo, siccità e inondazioni.

Infine per accelerare la transizione energetica globale e urbana, i sindaci indicano lo stop a tutti gli investimenti pubblici nelle industrie a elevate emissioni di CO2 e alle sovvenzioni per i combustibili fossili: a questo proposito, è stato ricordato che sono trascorsi 11 anni da quando, a Pittsburgh, i governi del G20 si sono impegnati a eliminare gradualmente gli incentivi per i combustibili fossili, e da allora nulla è stato fatto.