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Dal 15 ottobre occhio al riscaldamento

I consigli dell’Enea per dare comfort alle case evitando sprechi e inutili costi ambientali

Bene. Anche quest’anno ci siamo: sta arrivando il momento di dare un po’ di tepore alle case. Quattro mila Comuni – tra cui Milano, Torino, Bologna, Venezia – daranno il via il 15 ottobre all’accensione dei riscaldamenti. Un’operazione che, per motivi economici e ambientali, va gestita con cura. Il come lo spiega l’Enea che ha elencato una serie di consigli evitare gli sprechi.

Primo passo da fare è eseguire la manutenzione degli impianti. Questo permette sia di consumare meno sia di evitare inutili sanzioni previste dalla legge (DPR 74/2013). Ancora più importante è chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica del proprio immobile. Valutare lo stato di isolamento termico di pareti e finestre, o l’efficienza degli impianti, consente di capire quali possono essere gli interventi che possono migliorare il rapporto costi-benefici delle nostre case.

Oltre a un risparmio che può arrivare fino al 40%, si può anche usufruire di bonus fiscali previsti per questo tipo di interventi edilizi. Si tratta dell’ecobonus che permette una detrazione irpef o ires del 50-85% delle spese sostenute o magari si può arrivare a utilizzare il superbonus dove l’aliquota di detrazione arriva fino al 110%.

Nell’ottica di riqualificare il proprio immobile, è sempre bene tenere a mente di scegliere impianti di riscaldamento innovativi con soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Grazie a una centralina o un timer di accensione-spegnimento, ad esempio, si evitano sbalzi di potenza o diffusione inutile del calore. Con il supporto, infine, di valvole termostatiche (oggi obbligatorie nei condomini) è possibile regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni consentendo di non superare la temperatura corretta.

BUONE PRATICHE PER LA GESTIONE DELLE NOSTRE CASE

Step successivo: controllare la temperatura degli ambienti. Secondo la normativa vigente la temperatura ideale è di venti gradi più due di tolleranza. Mantenersi su questa linea garantisce un risparmio pari al 5-10% sui consumi di combustibile. Il tempo massimo di accensione giornaliero varia a seconda delle zone climatiche: quattordici ore per gli impianti di zona E (nord e zone montane) fino a otto ore in zona B (fasce costiere del sud Italia). Ma per essere confortevole un’abitazione non ha la necessità di usufruire di tutte le ore di accensione previste per legge: può utilizzare il calore accumulato.

Altro passo da compiere è evitare sprechi di calore installando dei pannelli riflettenti tra muro e termosifone – soprattutto se questo è posizionato all’interno di una parete che assorbe il calore emesso – e schermare le finestre durante la notte in modo da evitare che il calore si disperda verso l’esterno. Non bisogna sottovalutare la presenza di ostacoli davanti e sopra i caloriferi: se presenti bloccheranno la diffusione del calore all’interno dell’ambiente.

Piccole abitudini che aiuteranno a ridurre le spese, avere il meglio delle prestazioni e rispettare l’ambiente.