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Eco galateo per bici e monopattini

Guida alla mobilità gentile, rispettosa non solo dell’ambiente ma anche delle regole del bonton o quanto meno della convivenza civile

Si potrebbe chiamare smart mobility – etiquette: come usare bici e monopattini nel pieno rispetto delle città e di chi le vive anche da un punto di vista “della forma”. L’esempio, di cui ha parlato recentemente il Guardian in questo articolo, arriva dall’Olanda, patria storica delle due ruote. Ad Amsterdam il Comune ha trovato indecorose le file di biciclette legate alle ringhiere sui ponti: l’immagine da cartolina dei canali, proprio lei, non piace più. O meglio, finisce per dare fastidio ai pedoni e rovinare il panorama. Risultato: l’amministrazione della capitale dei Paesi Bassi ha deciso di mettere vasi e fioriere sui ponti più panoramici, per scongiurare il parcheggio delle bici.
E non è un mero problema di skyline. Al di là dell’aspetto estetico e paesaggistico, l’incremento massiccio del numero di biciclette, monopattini, ebike, cargobike e chi più ne ha più ne metta, pone effettivamente molti interrogativi in materia di sicurezza. Dei pedoni, in primis. Al di là del rispetto dei codici della strada, infatti, in tutti i centri cittadini questi nuovi e sempre più diffusi mezzi impongono una riflessione sul buon senso e le regole non scritte che ne dovrebbero governare l’uso.
Quanti di voi hanno notato l’impatto visivo, ad esempio a Roma, di decine di monopattini elettrici a noleggio abbandonati di fronte a monumenti storici e nelle vie di pregio del centro? Non a caso l’ultima azienda che è sbarcata nel mercato capitolino dello sharing, Voi, accompagna il proprio arrivo a Roma attivando la geofencing (letteralmente “recinzione virtuale”, una tecnologia che crea un perimetro virtuale attorno a ogni dispositivo mobile, ndr) per monitorare il parcheggio dei mezzi.
Il Comune di Modena ha stilato un vademecum per chi guida i monopattini elettrici: posteggiare sui marciapiedi, ad esempio, è “irregolare”. A Milano, come si legge in una nota del Comune del 13 ottobre, è partito un “nuovo servizio di rimozione che riguarderà sia monopattini sia biciclette, in sharing o di proprietà, che vengono lasciati in sosta vietata intralciando il passaggio dei pedoni”. Ecco allora che dopo il galateo dello smartworking, forse, servirà anche una nuova “buona educazione” per la mobilità sostenibile. Nell’ambito di That’s mobility, appuntamento fieristico che quest’anno a causa del Covid non si è svolto – era in programma a ottobre a Milano -, nel 2019 era già stato presentato un elenco di buone maniere, un vero e proprio Galateo della Smart Mobility. Composto da 12 regole, è stato redatto assieme a Motomorphosis, associazione che dal 2009 si occupa di sensibilizzazione sull’educazione, sicurezza e mobilità stradale. Ecco il loro dodecalogo.

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Le norme di circolazione
  • Circolare solo dove consentito
  • Se per motivi di sicurezza si procede sul marciapiede, ricordarsi che si è “ospiti” (dare la precedenza al pedone, non correre, non scampanellare, ecc.)
  • Non abbandonare il mezzo sul marciapiede
  • Individuare degli spazi di parcheggio appropriati
  • Parcheggiare negli appositi spazi su strada
  • Sui mezzi pubblici prestare attenzione al proprio mezzo che non sia d’intralcio
  • Attenzione all’apertura delle portiere delle automobili
  • Utilizzare gli opportuni accessori per la protezione personale (caschetto, guanti) e segnalare gli spostamenti
Le norme di condivisione
  • Restituire il mezzo noleggiato meglio di come l’abbiamo trovato
  • Segnalare ogni eventuale difetto e malfunzionamento
  • Non sporcare il mezzo condiviso
  • Non fumare al suo interno
Le norme per i pedoni
  • Non utilizzare la pista ciclabile come un marciapiede e non sostarci
  • Stare attenti nell’attraversamento della strada

Essendo cambiati ancora più velocemente negli ultimi mesi il volto delle città e le abitudini delle persone, si evolveranno anche le regole non scritte per invadere il meno possibile le strade e lo spazio urbano? Perchè da ricetta che fa bene all’ambiente, la scelta della mobilità ecocompatibile possa diventare anche un’esperienza gradevole, un inno alla gentilezza in città, per tutte le persone.