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La sostenibilità entra nella cucina degli chef

Quest’anno la guida Michelin assegna una stella verde a 13 ristoranti italiani ecosostenibili

Durante questi mesi di emergenza sanitaria sono sempre più le persone che della sostenibilità hanno fatto uno stile di vita. Nella consapevolezza di quanto tutto sia collegato: rispetto per l’ambiente e la natura, salute, alimentazione. Dunque sempre più spesso la sostenibilità sta entrando in cucina. 

E ora anche nella cucina ‘stellata’. Per premiare gli chef che anche tra i fornelli hanno dimostrato attenzione all’ambiente e incoraggiare le iniziative sostenibili nella filiera della ristorazione, la guida Michelin  quest’anno ha introdotto in Italia  un nuovo riconoscimento: le stelle verdi.

Tra i criteri utilizzati per valutare il grado di sostenibilità degli chef ci sono: l’uso di prodotti a km zero, la riduzione degli sprechi alimentari, l’utilizzo di erbe spontanee e fiori di piante locali, menu che includono frutta e verdura prodotte esclusivamente con metodi di coltivazione biologica, il corretto smaltimento dei rifiuti.

Tredici gli chef italiani premiati: ristoranti stellati e non

A dimostrazione che la vocazione green non è necessariamente collegata all’alta enogastronomia,  ma si può coltivare anche nelle cucine più semplici. 

“Abbiamo presentato una selezione di chef destinata a crescere per avviare una rivoluzione green della ristorazione in movimento. Le idee, i metodi e le abilità sviluppate da questi ristoranti  favoriscono la sensibilizzazione di tutto un settore e contribuiscono a creare un’idea di gastronomia sostenibile che possa diventare domani una rivoluzione e un movimento”, ha detto il direttore della guida Michelin , Gwendal Poullenec.

Le stelle verdi sono andate alle cucine di: Gardenia a Caluso (Torino); Don Alfonso 1890 a Sant’Agata Due Golfi (Napoli); Osteria Francescana a Modena; Dattilo a Strongoli (Crotone); Lazzaro 1915 a Pontelongo (Padova); Virtuoso Gourmet – Tenuta le Tre Virtù a San Piero a Sieve (Firenze); Joia a Milano; D’O di Cornaredo (Milano); St. Hubertus di San Cassiano (Bolzano);La lanterna verde di Villa di Chiavenna (Sondrio); Caffè La Crepa di Isola Dovarese (Cremona); I’ Ciocio-Osteria di Suvereto (Livorno),Casa Format a Orbassano (Torino) .