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PM10

Cam caminì, cam caminì…e il PM10 vola

Il Cnr: le emissioni prodotte da stufe a legna e pellet producono polveri sottili “in maniera più sostanziale di quanto supposto finora”.

I caminetti, belli ma pericolosi. Anche le emissioni da combustione di legna per il riscaldamento domestico, come quelle di stufe a legna e pellet, contribuiscono infatti alle concentrazioni totali di polveri sottili (PM, dall’acronimo inglese per particulate matter) “in maniera più sostanziale di quanto supposto finora”.

Lo dimostra un recente studio, pubblicato su Pnas – qui l’articolo integrale – che vede la partecipazione dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), coordinato dal Centro Studi per la Qualità dell’Aria e il Cambiamento Climatico della Foundation for Research and Technology Hellas (C-STACC) di Patrasso in Grecia.
Lo studio, riportato in questo comunicato del Cnr pochi giorni fa, mostra e quantifica l’effetto delle emissioni di combustione di biomasse sulle trasformazioni chimiche responsabili della formazione di particolato secondario. E si focalizza in particolare sul contributo del riscaldamento domestico nel superamento del livello di PM10.

In Italia

Per quanto riguarda l’Italia e in particolare le regioni del Nord, secondo i dati delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa) i livelli di polveri sottili pericolose per la salute (PM2.5 e PM10) in Pianura Padana restano infatti elevati, nonostante le limitazioni agli spostamenti dovute al covid.
Il rapporto di Legambiente Mal’aria di città, pubblicato lo scorso 29 gennaio, denuncia come siano ben 35 i capoluoghi fuorilegge per polveri sottili. Torino, Venezia, Padova sono tra le città peggiori.
Gran parte delle polveri sottili in Pianura Padana è di origine secondaria, formato cioè a partire da precursori gassosi che reagiscono in atmosfera”. A spiegarlo, uno degli autori dello studio, Marco Paglione, ricercatore del Cnr-Isac.

“I meccanismi con cui questi inquinanti si trasformano in particolato sono ancora oggetto di studio, anche perché nei mesi freddi la radiazione solare, che solitamente è il motore delle reazioni chimiche che regolano le concentrazioni di inquinanti secondari in atmosfera, è ridotta al minimo”.
Ma da dove arriva dunque questo inquinamento? “Il particolato secondario si forma rapidamente anche attraverso trasformazioni chimiche degli inquinanti che avvengono in assenza di radiazione e che sono promosse dalla presenza di particelle liquide in atmosfera, come la nebbia”, prosegue lo studio.

Che i principali responsabili delle polveri sottili fossero traffico, riscaldamento e agricoltura era noto. Ma ora si scopre che fonti apparentemente più innocue e marginali, come i camini e le vecchie stufette, possono in realtà dare un contributo significativo al peggioramento della qualità dell’aria. I caminetti sui tetti dei condomini e delle abitazioni, insomma, non sono solo un grazioso elemento dello skyline. Sono anche un pericolo per l’ambiente e per le persone. Molto più di quanto abbiamo sempre saputo.