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Grab e parco: amore a prima vista?

Cosa succederà al parco dell’Aniene quando ci passerà  il Grab? Suggestioni e proposte da cittadini e associazioni nel terzo appuntamento dei Cantieri sul Grab

Il passaggio del Grab all’interno della riserva naturale del Parco dell’Aniene è stata al centro del  terzo appuntamento dei seminari on-line di Legambiente “Cantieri sul Grab”. 

Un’occasione di confronto attivata dalle suggestioni e proposte arrivate da cittadini e associazioni attivi in questa parte di città.  A dimostrazione di come il Grab  sia una realtà che nasce dal basso, da chi conosce e vive il territorio.

Obiettivo dell’incontro mettere a fuoco come attraversando il Parco dell’Aniene la linea magica della ciclovia si confronta con le specifiche caratteristiche e problematiche poste dall’area della  riserva naturale. E, più in generale, con quelle di questo settore della città.

“In questa parte del tracciato all’interno della riserva del Parco dell’Aniene il tema dell’accessibilità è stato centrale e lo abbiamo affrontato sotto vari aspetti”. Ad affermarlo è Angela Verdi progettista Grab per Roma Servizi Mobilità.

“Prima di tutto era importante riuscire a garantire l’accessibilità al parco durante tutto l’anno garantendo così la continuità della ciclovia che è un criterio fondamentale dell’intera progettazione del Grab. Qui il problema da affrontare era quello delle piene dell’Aniene che invadono il tracciato. Abbiamo quindi scelto un percorso alternativo. Mentre per quanto riguarda la pavimentazione più idonea da utilizzare (terra stabilizzata, calcestruzzo drenante…) abbiamo individuato varie soluzioni che dovranno essere valutate con l’ente Parco sia in base alle caratteristiche meccaniche che in termini di compatibilità con un’area naturale”.

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La ciclovia come strumento di valorizzazione del Parco

Correndo lungo il percorso dell’Aniene la ciclovia rappresenta uno strumento di valorizzazione del Parco. Inoltre, è una grande opportunità per favorire l’avvicinamento di molti cittadini a questa area.

“La rigenerazione  del Parco dell’Aniene attivata dal passaggio del Grab passa ad esempio dalla realizzazione lungo il percorso di aree di sosta e di orientamento, molto utili considerando che si tratta di un tracciato che si snoda all’interno di una riserva naturale”, ha precisato Simone Ferretti,  progettista di questo tratto del Grab.

Non solo. Interventi di rigenerazione del territorio possono essere realizzati anche in molti altri punti significativi del tracciato. “Ad esempio al Ponte Nomentano, che peraltro è già pedonale, pensiamo di realizzare una passerella con vista sull’area attrezzata a bordo fiume”, aggiunge Ferretti.

Un’esigenza, quella della valorizzazione del Parco, sentita anche da cittadini e associazioni attive sul territorio. “Nella riserva ci sono molte zone interessanti anche dal punto di vista naturalistico. Perché non prevedere aree didattiche che avrebbero il duplice scopo di avvicinare alla natura e favorire la fruizione del Parco oggi ostacolata dal degrado? “ ha suggerito Emanuela Fiorenza, coordinatrice Operazione Fai da Te.

Altro tema al centro del seminario è stato quello della connessione del Grab con le piste ciclabili esistenti o in via di realizzazione nel territorio. Un esempio è la ciclovia delle Valli.

Collegarle, oltre a dare vita a un sistema di mobilità interconnesso, può diventare un’occasione di riqualificazione del tessuto urbano. E’ il caso di una soluzione progettuale che prevede il passaggio del Grab nei fornici laterali del Ponte Tazio, un ponte realizzato nel 1922. Oggi quasi dimenticato.

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“La soluzione del passaggio sul Ponte Tazio è un esempio di come sia possibile rendere la ciclovia il più possibile svincolata dal traffico veicolare. Anche se sappiamo che ci saranno punti in cui non sarà facile riuscirci  vista la densità del tessuto urbano”, ha precisato  Stefano Brinchi, presidente Roma Servizi Mobilità. 

La necessità di collegare il Grab con le ciclabili esistenti e in via di realizzazione nel territorio è stata sottolineata con forza da molti cittadini e rappresentanti di associazione del territorio. Così come quella di integrarlo con una rete di piste radiali che lo renda davvero utile anche per gli spostamenti nella città.

Queste interconnessioni potrebbero attivare il territorio anche a livello di microimprenditorialità e soprattutto consentire di cambiare il modello della mobilità urbana. Ad esempio favorendo la nascita di zone 30”, ha osservato Lorenzo Barucco, di Legambiente Mondo sostenibile.

Il tema della connessione del Grab si coniuga anche in riferimento ai parchi urbani considerati cinture verdi di collegamento. “La messa in rete dei parchi romani creando una sorta di anello verde intorno alla città, attraverso percorso ciclopedonale è una sfida non semplice da realizzare ma molto importante per la città”, ha aggiunto Maurizio Gubbiotti , presidente di Roma Natura.