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Starace: la sfida climatica parte dalle città

L’amministratore delegato dell’Enel al World Economic Forum di Davos. Nel 2021 bisogna accelerare: progetti smart legati all’efficienza energetica e alla mobilità pulita

Le città coprono il 3% della superficie terrestre, ma consumano il 78% delle risorse energetiche. Inoltre, emettono il 75% di tutte le emissioni climalteranti, in particolare di CO2. Entro il 2050, sette persone su dieci vivranno in aree urbane di medio-grande estensione. Per mantenere l’aumento della temperatura globale uguale o al di sotto di 1,5 °C, le città devono raggiungere le zero emissioni. Quindi “per ridurre le emissioni dobbiamo concentrarci sulle città, dove vive il maggior numero di abitanti, e lavorare per armonizzare e migliorare il percorso per rendere le nostre città più efficienti”. Ne è convinto l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, intervenuto lunedì al dibattito “Building net-zero cities” al World Economic Forum (Wef) di Davos dove è stato presentato il rapporto “Net Zero Carbon Cities – Systemic Efficiency Initiative”, un documento d’inquadramento globale che delinea le prospettive per accelerare le iniziative di decarbonizzazione e resilienza nelle città in tutto il mondo.

Rendere le città più efficienti

“Abbiamo creato un incredibile gruppo per assembleare e armonizzare le esperienze per rendere le città più efficienti. Il 2021 dovrà essere l’anno in cui dobbiamo aumentare questo sforzo. Cosa accade nelle città: questo deve essere il focus dei nostri sforzi dei prossimi 12 mesi”, ha aggiunto Starace. “Le nostre città cambiano con il passare del tempo. Nei secoli le abbiamo modificate più volte, a seconda delle nostre necessità. Oggi dobbiamo cambiarle ancora una volta per riuscire a ridurre l’impatto delle nostre attività e dell’industria sull’ambiente che ci circonda. Ecco perché la sfida parte da qui”.

 “La domanda che dobbiamo porci è perché il mondo dovrebbe cambiare se non cambiano le città e cosa fare per accelerare la transizione a livello globale. La risposta è che dobbiamo concentrarci sulle città ed essere consci che quello che facciamo è molto importante”, ha aggiunto Starace. “Come passiamo all’elettricità pulita, ad edifici super efficienti, come aumentiamo la circolarità dell’economia nelle città? Le risposte sono frammentate perché ogni tecnologia ha la propria ricetta. Dobbiamo collaborare, invitando le amministrazioni pubbliche locali e nazionali, gli operatori del settore privato e la società civile ad adottare un’agenda comune di riduzione delle emissioni”.

La vivibilità delle città

“Il 2020 è stato un anno di rottura, durante il quale abbiamo visto quanto sia importante il tema della vivibilità delle città. Ora ci aspettiamo che il 2021 sia l’anno in cui decidiamo che cosa dobbiamo fare per accelerare la transizione a livello globale, quali regole vogliamo fissare e come utilizzare al meglio le tecnologie per rendere le nostre città più efficienti”. “Per il 2021 – ha proseguito Starace – sono state già evidenziate le linee guida per il rilancio e la realizzazione di progetti smart city legati all’efficienza energetica, al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, a una mobilità pulita, con le migliori best practice e un tool box dedicato per risolvere concretamente problemi”.