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Aumenta l’import di tecnologie low carbon

Calo record dei consumi di energia e della CO2, ma l’industria non intercetta la svolta green

La pandemia di Covid-19 ha travolto il sistema economico globale in una misura e con una velocità senza precedenti. In Italia, con un crollo del Prodotto interno lordo dell’8,8%, il calo maggiore mai registrato dal dopoguerra, il 2020 sarà ricordato anche come l’anno del calo record dei consumi di energia (-10% rispetto al 2019) e delle emissioni di CO2 (-2%). È quanto emerge dall’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’Enea.

In tutto il mondo lo scorso anno le emissioni di CO2 globali sono diminuite del 6%, circa 2 miliardi di tonnellate. Ma le emissioni sono tornate a salire, avverte l’Agenzia internazionale dell’energia (International Energy Agency). A dicembre 2020, infatti, spinte dalla ripresa economica e industriale, le emissioni globali di anidride carbonica sono aumentate del 2% rispetto allo stesso mese del 2019 (+60 milioni di tonnellate di CO2), portandosi su livelli superiori a quelli registrati prima della crisi sanitaria.

Pareggio commerciale nel fotovoltaico

L’analisi dell’Enea evidenzia anche un fenomeno negativo: il forte aumento (+27% per un valore di 2,2 miliardi di euro) delle importazioni di tecnologie low carbon, soprattutto veicoli elettrici, ibridi e batterie, arrivate a coprire il 56% di questo segmento di import (era il 33% nel 2019). Nell’insieme, il disavanzo commerciale per le tecnologie green è stato di 1,1 miliardi di euro, il 60% in più rispetto al 2019, a fronte di una riduzione del 14% dell’import totale di merci. Tra le notizie positive, invece, il raggiungimento del pareggio commerciale nel fotovoltaico e un lieve aumento delle esportazioni di veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV).

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“La contrazione della domanda di energia è la più elevata dal biennio 1943-44, quando l’Italia era in piena Seconda guerra mondiale; per fare un paragone con dati più recenti, nell’ultima grande crisi economica, nel 2009, i consumi si sono ridotti solo del 5,7%”, sottolinea Francesco Gracceva, il ricercatore Enea che coordina l’Analisi. “Il 60% del calo dei consumi di energia primaria riguarda il petrolio, a causa della forte riduzione del traffico stradale e aereo; questo spiega perché il calo dei consumi di energia sia stato maggiore di quello del Pil (-8,9%), con conseguente riduzione dell’intensità energetica”, spiega Gracceva. “Inoltre, le emissioni di CO2 sono diminuite più dei consumi di energia, poiché il decremento ha riguardato soprattutto fonti fossili e soprattutto petrolio e carbone”.

Minor utilizzo di fonti fossili

Dall’analisi Enea emerge anche che il 30% della riduzione delle emissioni è legato a fattori virtuosi, quali la riduzione dell’intensità energetica e il minor utilizzo di fonti fossili, e per il 70% alla contrazione del Pil.

“Il settore elettrico – sottolinea Gracceva – si è trovato a dover gestire il forte incremento della generazione rinnovabile non programmabile che ha raggiunto nuovi massimi storici (20% su base mensile a maggio, oltre il 70% su base oraria), con costi crescenti per la gestione in sicurezza del sistema. Inoltre è a livelli critici il margine di capacità installata necessario a coprire la domanda”.

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La forte diminuzione di petrolio (e del carbone) ha spinto al minimo storico dal 1961 la quota di fossili nel mix energetico (72% contro il 74% del 2019), mentre il gas si rafforza come prima fonte energetica in Italia (37,4%), anche se con consumi in calo del 5,6% rispetto al 2019. Stabili le rinnovabili (+1% quelle elettriche) e forte diminuzione delle importazioni nette di elettricità (-13%).

Salgono i consumi elettrici

“Nel 2020 la richiesta di energia elettrica è diminuita invece di un più contenuto 5,3%, con un calo particolarmente marcato tra marzo ed aprile, quando la chiusura delle attività produttive ha ridotto i consumi elettrici industriali di circa il 30% su base annua. Con il progressivo allentamento delle misure la riduzione tendenziale si è progressivamente attenuata, con variazioni positive a novembre e dicembre”, aggiunge Gracceva. Ne è conseguito un aumento dell’elettrificazione del sistema energetico, cioè della quota di consumi di energia coperti da elettricità, salita al 21%, nuovo massimo storico.

Grazie alla riduzione dei consumi energetici totali, la quota di rinnovabili (Fer) sui consumi finali è pari al 20% circa (+2% rispetto al 2019), un dato che consente all’Italia di superare il target Ue del 17% al 2020. Tuttavia il 2020 ha segnato un ulteriore rallentamento delle installazioni di nuova capacità elettrica rinnovabile, ferme a circa 1/4 di quanto sarebbe necessario per raggiungere gli obiettivi 2030”, conclude Gracceva.