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Aria irrespirabile in 6 città europee su 10. Il lockdown non basta

I dati raccolti dall’Agenzia europea ambiente mostrano che solo 127 città su 323 hanno livelli di Pm 2,5 inferiori ai limiti. Cremona tra le 3 peggiori d’Europa

Con una concentrazione di particolato 2,5 pari a 25,86 microgrammi al metro cubo, Cremona è una delle 3 città europee con l’aria più inquinata. Un valore pari a 7 volte quello della svedese Umeå che ha invece l’aria più pulita del continente. A dirlo è l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) che ha raccolto i dati sulla qualità dell’aria di 323 città europee nel 2019 e nel 2020 evidenziando come solo in 127 di queste aree urbane, ovvero circa il 40%, i livelli di Pm 2,5 erano inferiori ai limiti raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità. 

Dunque nonostante il lockdown nel 60% delle città europee l’aria continua a essere irrespirabile, confermando che sono gli aspetti strutturali su cui occorre intervenire per fare la differenza e ridurre l’inquinamento atmosferico. 

La pandemia e il relativo lockdown hanno influito solo in parte sulla qualità dell’aria riducendo decisamente (-60%) i livelli di NOx, strettamente correlati al traffico veicolare. Meno significativi invece (-20%) gli effetti sulle polveri sottili, la cui formazione è addebitabile a varie fonti. Non solo il traffico ma anche il riscaldamento domestico, il settore industriale e l’agricoltura contribuiscono alla formazione del particolato. 

Questo spiega perché le performance peggiori si registrano nelle città dell’est Europa dove c’è ancora il carbone tra le fonti energetiche più utilizzate. Ultima nella classifica dell’Aea, maglia nera d’Europa, Nowy Sącz in Polonia con una concentrazione di Pm 2,5 pari a 27,31 microgrammi per metro cubo. A seguire Slavonski Brod in Croazia. Mentre le città con l’aria più pulita sono Umeå in Svezia, Tampere in Finlandia e Funchal in Portogallo, con una concentrazione di particolato pari rispettivamente a 3,7, 3,8 e 4,2 microgrammi. 

Nel caso di Cremona il primato è dovuto a vari elementi. “Di carattere geografico, essendo la città collocata nella Pianura Padana che rappresenta una sorta di scatola chiusa”, ha precisato Cinzia Perrino, dirigente di ricerca presso l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr in un’intervista a Repubblica. “Ma anche per l’alta concentrazione di industrie, di campi agricoli e per il grande uso di legna per il riscaldamento.” Tutte fonti importanti di polveri sottili. 

Il particolato Pm 2,5 è l’inquinante aereo con il più alto impatto in termini di morte prematura e malattia. Essere esposti a queste micropolveri per lunghi periodi può causare malattie cardiovascolari e respiratorie. Secondo le ultime stime, le polveri sottili nel 2018 hanno provocato 417 mila morti premature in Europa. 

“Il triste primato di Cremona si accompagna a quello, non più felice, di Bergamo e Brescia. Secondo la rivista scientifica Lancet Planetary Health detengono il tasso di mortalità da particolato fine Pm 2,5 più alto in Europa”. Questo il commento di Eleonora Evi, europarlamentare dei Verdi. 

I monitoraggi sono stati effettuati su una rete di 400 stazioni di rilevamento sparse nei vari Paesi Ue. I numeri presentati dall’Agenzia rappresentano una media dei valori rilevati nelle misurazioni del 2019 e del 2020. Molte le città assenti in quanto non in grado di assicurare una rete adeguata di monitoraggio della qualità dell’aria.