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Uccelli, lucertole, formiche: così gli animali si adattano alle città

Il ruolo chiave delle aree urbane nella difesa della biodiversità

Non solo colombi e storni ma anche falchi, rapaci, ricci, volpi e uccelli migratori. Sono molte le specie animali che vivono in città dove evidentemente trovano un habitat favorevole. Con tassi di sopravvivenza più elevati o un maggiore successo riproduttivo. Al contrario di quanto si pensa, le aree urbane potrebbero diventare essenziali per la conservazione di molte specie di fauna selvatica e la tutela della biodiversità.

Lo confermano numerose ricerche. Secondo uno studio australiano, le aree urbane ospitano il 30% delle piante e degli animali in pericolo. In pratica le città contengono più specie minacciate per chilometro quadrato rispetto alle aree non urbane. 

Dato confermato da un’altra indagine di alcuni anni fa secondo cui su 529 specie di uccelli 66 sono state trovate solo nelle aree urbane. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/geb.12404

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fevo.2017.00084/full

Sono diversi i motivi per cui le aree urbane possono risultare vantaggiose.  Le città rappresentano luoghi dove si trova cibo più facilmente e dove pressioni come la competizione e la predazione sono inferiori. Inoltre i grandi parchi urbani possono rappresentare dei punti di sosta e di rifornimento per molti uccelli, agendo come scali migratori.

Se l’urbanizzazione a macchia d’olio ha rappresentato una minaccia sostanziale per le specie e gli ecosistemi, le città conservano molte nicchie “non convenzionali “che possono fornire habitat o risorse importanti alla fauna selvatica. Si tratta non solo degli spazi verdi urbani tradizionali come i parchi, i cortili e i cimiteri, ma anche di tetti verdi, fattorie urbane e orti comunitari, aree dismesse e infrastrutture verdi. 

Per queste ragioni gli sforzi di urbanisti, architetti paesaggisti e biologi si stanno concentrando non solo sulla conservazione di aree incontaminate ma anche sulla ricerca di spazio per la fauna selvatica ai margini e all’interno delle aree urbane. 

Tanto più che le città nei prossimi decenni continueranno a crescere. Entro il 2050 più del 70% della popolazione urbana vivrà in città. Secondo alcune stime le aree urbane si espanderanno di circa il 60%. E alcune di quelle in più rapida crescita si trovano in foreste tropicali umide lungo la costa brasiliana, nell’Africa occidentale, nel sud-est asiatico.

Inoltre gli animali si stanno rapidamente adattando all’habitat urbano. Secondo Menno Schilthuizen, ricercatore presso il Naturalis Biodiversity Center in Olanda e docente all’Università di Leiden, gli uccelli che vivono in città hanno imparato a cantare in un tono più alto per superare il rumore del traffico. Così come alcune lucertole riescono ad arrampicarsi sulle superficie urbane più lisce della corteccia degli alberi grazie a cambiamenti fisici nelle zampe. 

Ma soprattutto si stanno adattando ai cambiamenti climatici. E’ stato rilevato che alcune specie di formiche e pulci d’acqua che vivono in città sono diventate capaci di sopportare le temperature elevate che si registrano in città, più di quanto riescano a fare gli insetti che vivono nelle aree rurali.