Povertà energetica

Riscaldamento e raffrescamento, crescono consumi ed emissioni

Tra 20 anni l’85% delle famiglie in Brasile, il 69% in India, il 61% in Indonesia avranno l’aria condizionata

Il rischio di povertà energetica aumenta, trainato da vari fattori. Uno è l’aumento delle bollette causato dai picchi del prezzo del gas, una tendenza che ha costretto il governo italiano a ripetuti interventi compensativi. Il secondo è la diffusione capillare dei condizionatori nelle case private di tutto il pianeta.

Il fenomeno è stato analizzato in una ricerca secondo la quale in meno di 20 anni tra 64 e 100 milioni di famiglie in India, Brasile, Messico e Indonesia non saranno in grado di soddisfare il loro fabbisogno di raffrescamento e si troveranno in una situazione di disagio termico.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications e guidato da Enrica De Cian – docente di Economia ambientale presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e Scientist alla Fondazione CMCC – analizza i fattori cruciali che guidano l’emergente corsa globale al raffrescamento. La ricerca, finanziata dal Consiglio Europeo della Ricerca, fornisce la prima analisi comparativa di come il clima e le caratteristiche delle famiglie, tra cui il reddito, guidino l’acquisto di impianti per l’aria condizionata in quattro economie emergenti: Brasile, India, Indonesia, e Messico.

In questi Paesi ci sarà un vero e proprio boom dell’aria condizionata nei prossimi 20 anni. Nel 2040 ne sarà provvisto l’85% delle famiglie in Brasile, il 69% in India, il 61% in Indonesia e il 53% in Messico. Questo porterà ad un aumento importante dei consumi di elettricità delle famiglie, che triplicherà in India e Indonesia, e quasi raddoppierà in Messico e Brasile.

Il vertiginoso aumento del numero di condizionatori installati nelle case si verificherà in tutti gli scenari socio-economici e climatici considerati dalla ricerca, e la grande domanda di energia che ne consegue porterà a importanti emissioni di CO2.

“Aumentare l’utilizzo di elettricità per il raffreddamento degli edifici residenziali è una forma di adattamento che aiuta ad alleviare lo stress da calore, ma non è una panacea, poiché la spesa per l’energia elettrica limiterà l’opportunità di accedervi per le famiglie a più basso reddito. Anche coloro che dispongono dell’aria condizionata saranno esposti a nuove condizioni di vulnerabilità legate alla carenza di forniture nel settore energetico, come nella recente esperienza canadese, o alla compromessa stabilità energetica. Ne consegue che è indispensabile gestire la crescente richiesta di raffreddamento degli spazi residenziali utilizzando un mix di misure, politiche e tecnologie, per l’efficienza”, afferma Roberto Schaeffer dell’Energy Planning Program dell’Universidade Federal do Rio de Janeiro, co-autore dello studio.

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