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Inquinamento aria, molte le città ancora fuorilegge

I dati del Rapporto MobilitAria 2022, realizzato da Kyoto Club e Cnr

A livello nazionale, i gas serra nei trasporti sono cresciuti dal 1990 al 2019 del 3,9%, e anche nelle 14 città metropolitane si evidenzia una tendenza alla crescita. Nell’anno pre-pandemia, il 2019, le emissioni di CO2 derivanti dai trasporti su strada sono da attribuire al traffico automobilistico in una misura che varia nelle città metropolitane da un minimo del 58% a un massimo del 78% rispetto alle emissioni totali dei trasporti. Il contributo medio, sempre nelle città metropolitane, derivato dai veicoli commerciali leggeri è pari al 10%, quello dei veicoli commerciali pesanti al 17%, mentre per i ciclomotori e motocicli è pari al 3%.

Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto MobilitAria 2022, realizzato da Kyoto Club e dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con Isfort, nell’ambito della campagna europea Clean Cities.

I dati delle città

Quasi tutte le città nel 2021 registrano una crescita rispetto al 2020 delle concentrazioni di NO2, il biossido di azoto. Per il PM 10 e PM 2.5 (polveri sottili) si assiste a un miglioramento delle concentrazioni per la metà delle città analizzate; tuttavia, si registra un peggioramento per diverse città del sud. Diverse città continuano a superare il tetto di 35 sforamenti del limite giornaliero del PM 10 nell’arco di un anno. La situazione più critica è a Torino (75 superamenti). Seguono Milano con 61 e Venezia con 50, a cui si aggiunge quest’anno Catania (50 superamenti). 

Inoltre a settembre del 2021, l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato le nuove linee guida sulla qualità dell’aria. Nessuna delle città considerate è in linea con questi nuovi parametri dell’Oms, e alcune segnalano scostamenti molto rilevanti.

Il rapporto segnala anche un potenziamento delle reti ciclabili grazie agli stanziamenti del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Tra i casi virtuosi ci sono Roma (+ 69 km), Genova (+ 29 km), Torino (+17 km), Bologna (+ 12 km) e Cagliari (+11 km). È boom della micromobilità elettrica. Per il bike sharing la città più virtuosa è sicuramente Milano, con quasi 17 mila bici in flotta (trend in aumento rispetto allo scorso anno).

Abbiamo poi Roma (flotta di 9.700 bici, tendenza positiva), seguita da Torino (5.300), Firenze (4.000) e Bologna (2.500). Per quanto riguarda il car sharing, sul podio c’è Roma (con una flotta di 2.153), Milano (2.118) e Torino (880). Il capoluogo lombardo si piazza al primo posto anche per quanto riguarda la mobilità condivisa degli scooter (4.352 pezzi in flotta), seguito dalla capitale (3.400). Un ulteriore interessante dato riguarda la composizione del parco circolante: le autovetture a gasolio sono in diminuzione, mentre si registra una crescita significativa delle autovetture elettriche e ibride.

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