Da Trento a Palermo: 105 sfumature di verde

Le performance ambientali dei capoluoghi di provincia fotografate dal Rapporto di Legambiente. L’emergenza Covid non fa la differenza

E’ ancora Trento la città più green d’Italia, seguita da Reggio Emilia – che solo 3 anni fa era al 24° posto – e Mantova. Alle ultime posizioni Brindisi, Catania e Palermo. Questo il quadro che emerge dall’edizione 2021 – dati riferiti al 2020 dunque in pieno Covid – del rapporto “Ecosistema urbano” mirato a valutare le performance e la vivibilità delle città italiane.

Realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, il rapporto ha fotografato le performance di 105 città capoluogo di provincia in base a 18 indicatori relativi a cinque diversi settori: ambiente, aria, acqua, mobilità, rifiuti.

In media le città italiane hanno le stesse criticità osservate in passato in alcuni casi aggravate dall’emergenza sanitaria. Tra queste: troppe auto private in circolazione, crollo del trasporto pubblico (-48%), preoccupanti livelli di inquinamento, perdite nella rete idrica. Poche le note positive: crescita della raccolta differenziata e delle ciclabili. 

A fronte di un punteggio massimo teorico di 100, la media percentuale totalizzata dai centri urbani rimane ferma al 53,05%, come nella edizione precedente. Soltanto Trento supera l’80% confermandosi in testa alla classifica grazie a un miglioramento delle performance nell’uso del suolo e nelle concentrazioni di NO2 e Pm10, e a un aumento della raccolta differenziata e delle infrastrutture ciclabili. 

Al secondo posto nella classifica, troviamo Reggio Emilia (77,89%) che aumenta lo spazio dedicato ai pedoni e alla ciclabilità e il numero di alberi piantumati. A seguire Mantova (75,14%) che migliora le performance sulla qualità dell’aria, diminuisce le perdite della rete idrica e aumenta la raccolta differenziata. In quarta posizione, unica città meridionale nel gruppo di testa, Cosenza (74,21%). Riduce le perdite della rete idrica e i consumi domestici d’acqua, incrementa le infrastrutture ciclabili, migliora nell’uso del suolo. Quinta Pordenone (73,30%) che riduce le perdite nella rete idrica e la produzione di rifiuti, crescendo peraltro nella differenziata.

Quanto alle grandi città metropolitane, Milano è l’unica ad aver ottenuto miglioramenti in tutti gli ambiti: mobilità, aria, rifiuti. In particolare è la sola dove è diminuito il numero di auto circolanti ogni 100 abitanti. 

Diversa la performance di Roma che si posizione in fondo alla classifica (86esima) perdendo 30 posizioni in 15 anni. Molte le criticità della capitale: qualità dell’aria, mobilità, rifiuti, gestione idrica. 

“Roma è in fondo alla classifica per performance ambientali”, commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. “E ci è arrivata con un lento e inesorabile declino durato quindici anni. I numeri aggiornati al 2020 continuano a rendere evidente quanto tempo si sia perso senza costruire elementi virtuosi nella gestione dei rifiuti, nella cura del verde, nella mobilità sostenibile, nello sviluppo delle energie rinnovabili. Un tracollo totale per Roma che con questi numeri è un peso che grava in termini di inquinamento sul proprio territorio, sul Lazio e sul Paese”.  In coda alla classifica Brindisi (30,03%), Catania (29,38%) e Palermo (26,60%). Zero assoluto per Brindisi nell’uso efficiente di suolo e per Catania, che tuttavia è anche la città più virtuosa per consumi idrici, nella raccolta differenziata. Ultima Palermo che aumenta la produzione di rifiuti pro capite e il numero di auto circolanti, ma tra le note positive registra un incremento del trasporto pubblico, in controtendenza rispetto alle altre città.