Eolico offshore, Civitavecchia presenta il progetto

Prevista l’installazione iniziale di 27 pale a circa 20-30 km dalla costa e un investimento sui 600 milioni e 540 addetti

“Oggi a Civitavecchia abbiamo riunito tutti gli attori coinvolti nella realizzazione del primo distretto di Energie rinnovabili del Lazio. Partendo dalla presentazione dello studio di fattibilità del primo parco eolico offshore galleggiante d’Italia al largo delle coste laziali. Da integrare con il fotovoltaico e con la filiera produttiva dell’idrogeno verde. I numerosi contributi di oggi dimostrano che ci sono tutte le condizioni favorevoli necessarie”. Roberta Lombardi, assessora alla Transizione ecologica e trasformazione digitale della Regione Lazio, intervenendo al convegno “Eolico offshore per la transizione ecologica di Civitavecchia: sfide e opportunità”, al Porto di Civitavecchia, ha ribadito “la volontà politica di puntare sulle rinnovabili, anche approvando lo stop agli impianti basati su fonti fossili”.

“Mi appello quindi al presidente Draghi affinché individui come opera strategica nazionale il parco eolico offshore di Civitavecchia. Coerentemente con l’indirizzo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sugli investimenti ambientali e l’obiettivo globale di azzerare le emissioni inquinanti entro il 2050”, ha aggiunto Lombardi. “Il parco eolico offshore è un’ipotesi concreta come confermato dal gestore della rete elettrica Terna. Durante il suo intervento ha dichiarato che ci sono adeguate condizioni ambientali e tecnologiche per realizzarlo”. Un progetto i cui costi, in base alle prime stime riportate, potrebbero essere coperti almeno per il 20% dai fondi del Pnrr.

Il progetto del Parco eolico offshore prevede l’installazione iniziale di 270 MW, con 27 pale eoliche alte circa 250 metri posizionate a circa 20-30 km dalla costa in uno spazio marittimo di circa 25 kmq, per una produzione di 210 MW e un investimento totale che si aggira sui 600 milioni di euro a cui si potrebbe aggiungere anche un hub del Mediterraneo per l’eolico offshore. Questo primo nucleo impiegherebbe fino a 540 addetti complessivi, per tutte le fasi di sviluppo e l’indotto, che può essere ampliato fino a 1 GW per complessivi mille posti di lavoro. Una prospettiva occupazionale interessante per il territorio rispetto ai 40 posti di lavoro legati alla riconversione a turbogas di Torre Valdaliga Nord, in sostituzione dell’impianto a carbone.
La proposta di un parco eolico offshore al largo di Civitavecchia inizia il suo iter nel febbraio scorso. Il sindaco della cittadina laziale Ernesto Tedesco ha inviato una lettera al ministero dei Trasporti (e per conoscenza a Regione Lazio, Capitaneria di porto e Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale) per assicurare la dovuta attenzione all’individuazione di aree per realizzare progetti eolici offshore. Il passo successivo, in luglio, è stata la partecipazione di Civitavecchia alla manifestazione di interesse voluta dal ministero della Transizione Ecologica. E rivolta a tutti gli imprenditori del settore che prevede la produzione di energia elettrica mediante impianti eolici offshore galleggianti.

Il progetto, portato all’attenzione del sindaco e dell’assessore regionale alla Transizione Ecologica Roberta Lombardi, prevede di installare un parco eolico offshore ad oltre 20 chilometri dalla costa tra Civitavecchia e Montalto. Una volta avviato il progetto, il porto di Civitavecchia potrebbe costituire il luogo dove inizialmente assemblare i componenti. Successivamente organizzare le attività di progettazione e costruzione, creando vere opportunità di lavoro di qualità.

In totale sono 39 i progetti eolici offshore per 17 GW totali, collocati soprattutto a largo delle coste di Puglia, Sicilia e Sardegna. Ma “solo negli ultimi due mesi, abbiamo ulteriori potenziali 8 GW da dover connettere. Quindi siamo su un monte complessivo di 25 MW”. La mappa delle richieste di connessione per progetti eolici offshore, con il dettaglio sulla potenza e la profondità d’installazione, ma senza il nome delle aziende proponenti. E’ stata illustrata nel corso del convegno da Corrado Gadaleta di Terna. Al 31 agosto, ha aggiunto Gadaleta, Terna ha ricevuto richieste di connessione per impianti rinnovabili onshore pari a 130 GW, di cui 36 GW nei primi otto mesi del 2021. Le richieste si concentrano principalmente al Sud e sulla rete di distribuzione nazionale.