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Parte la sperimentazione sulla micromobilità

I Comuni avranno un anno di tempo per adeguare la normativa. Poi altri due anni per sperimentare. Poche novità rispetto al decreto attuativo di giugno. Subito pronte Milano e Torino

Di Leonardo Vacca

Da sabato 27 luglio è entrato in vigore il decreto sulla micromobilità del ministero dei Traporti, di cui erano già noti i contenuti e che era già stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 12 luglio scorso. Un iter abbastanza lungo, partito addirittura dalla Legge di bilancio 2019, che riguardava anche queste tematiche: un decreto attuativo iniziale datato 4 giugno e poi il provvedimento del ministro che regola la sperimentazione.

Si parte dai mini veicoli, con la possibilità per ogni Comune di regolamentare e sperimentare la circolazione di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard. Le zone di circolazione sono esclusivamente quelle urbane, i minori hanno l’obbligo di guidare muniti di patente Am (quella per i motorini) e le amministrazioni dovranno provvedere all’installazione di una nuova e specifica segnaletica. Molte le conferme rispetto al decreto attuativo: i quattro nuovi mezzi sono tutti utilizzabili, c’è l’obbligo di luci di posizione e un tetto massimo alla potenza.

L’inaugurazione a Cattolica

Dallo scorso 27 luglio in poi, giorno in cui il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha inaugurato simbolicamente l’entrata in vigore del decreto ministeriale a Cattolica a bordo di un monopattino elettrico la palla passa ai singoli Comuni. Le tempistiche parlano di un anno di tempo, dall’entrata in vigore del decreto, per autorizzare la sperimentazione sul territorio comunale e un periodo dai 12 ai 24 mesi per renderla pratica.

Milano e Torino le prime città

Milano, che già aveva predisposto le sue regole ancor prima dei decreti, è stata la prima città a regolare la sperimentazione, avviandola già dal 27 luglio. Ha predisposto multe a partire da 26 euro per chi non rispetta le nuove norme. Ha detto sì alla circolazione dei mezzi nelle aree comunali purché la velocità non superi i 6 chilometri orari. Mentre sulle piste e percorsi ciclabili, la velocità massima consentita è di 20 km/h (nel decreto ministeriale è indicato un massimo di 30).

Anche Torino si è immediatamente accodata, attuando subito la sperimentazione: 30km/h velocità massima consentita nelle piste. E anche nelle strade il cui limite di velocità corrisponde alla velocità massima raggiungibile per questi mezzi.

La sperimentazione ora è partita. Il primo bilancio potrà essere redatto già entro i primi mesi del nuovo anno, quando altre città avranno recepito la nuova regolamentazione. E chissà che il 2020 possa essere l’anno della definitiva svolta verso una micromobilità elettrica sostenibile e ben regolamentata. Dopo che il 2019 è stato l’anno del calcio d’inizio verso il futuro.

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