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Bonus bici: le due ruote vanno a ruba

Le ultime novità sugli ecoincentivi, con il rischio di un clickday (smentito dal ministro Costa) o che i soldi non bastino per tutti…

di Barbara Battaglia

Duecentomila biciclette in più, nel mese di maggio, rispetto allo stesso periodo nel 2019. Sono gli effetti dell’ormai celebre ecoincentivo per la mobilità sostenibile, secondo una recente stima di Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).

Il boom delle vendite

Secondo gli industriali, dopo il periodo del lockdown, in Italia sono state vendute circa 540mila biciclette, con un prezzo medio di circa 380 euro. Equivalgono a circa 200 mila euro di fatturato complessivo. Dalla riapertura dei negozi ai primi giorni di giugno le vendite di bici tradizionali e a pedalata assistita hanno fatto segnare un +60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Intanto la produzione di biciclette è cresciuta anche nel Paese da cui tutta la vicenda del covid sarebbe partita: in Cina nel mese di aprile è aumentata del 27,5% su base annua. Significa 3,9 milioni di pezzi, mentre la quota di bici elettriche fabbricate è cresciuta del 40,6% su base annua, con oltre 2,5 milioni di esemplari prodotti.

Luci e ombre del bonus bici

Come avevamo già spiegato in un precedente articolo qui su Alla carica!, il bonus si articolerà in due fasi. Nella prima, dal 4 maggio scorso, chi compra una bici deve anticipare la somma e chiedere poi il rimborso, in pratica. Nella seconda, saranno invece i rivenditori a scontare del 60 per cento il costo della bici o del monopattino. In entrambe le opzioni, occorre accedere ad un sito web predisposto dal ministero dell’Ambiente. Che ad oggi ancora non c’è.

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Nel frattempo, sarebbe pronta la bozza del decreto attuativo del provvedimento, che è stata anticipata dal Sole 24 ore alcuni giorni fa. Il testo dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro luglio.

Il problema è che i 120 milioni stanziati fino ad ora sarebbero sufficienti per circa 450 mila tra bici e monopattini. Le vendite potrebbero superare questa soglia. Considerando che “chi prima arriva meglio s’accomoda”, cioè che avranno priorità le domande inoltrate prima, in ordine cronologico quindi, c’è il rischio di una corsa al bonus. Con conseguente click day e possibile “impallamento” del sito. Una situazione come quella che si è verificata con il portale dell’Inps per il bonus di 600 euro ai lavoratori autonomi, insomma.

Non solo. Altri due rischi si profilano all’orizzonte. Il primo, legato alle possibili truffe al sistema. Non sarebbe la prima volta, in Italia…

Il secondo è costituito dai furti di biciclette. Più “aumentano” le bici, soprattutto di pregio, in commercio e in giro per le strade, più i ladri sapranno di poter trovare merce di valore in circolazione. Infine, tra i rivenditori e tra i puristi della bici, c’è chi sostiene che la corsa ai consumi non sia un valore aggiunto. Riciclare e riusare mezzi “vecchi”, quindi, prima di spendere denaro per bici nuove di pacca.

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Click day: sì o no?

Il governo ha voluto comunque rassicurare i cittadini. “Non ci sarà un click day sul bonus mobilità, spero che la piattaforma sia attiva nelle prossime settimane”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervenuto alla trasmissione Agorà, su Rai3, il 10 giugno. “Il decreto attuativo è in fase di concertazione – ha spiegato il ministro – e con un sistema di anticamera virtuale non ci sarà il click day”. Al momento non è dato sapere di cosa si tratti, in concreto.

“La risposta dei cittadini è stata fantastica – ha proseguito Costa -. La bici non sostituisce il mezzo privato ma lo integra. Ci abbiamo messo 120 milioni di euro e poi altri 70: c’è una forte richiesta per integrare la mobilità ordinaria con mezzi sostenibili. Ho chiesto al Parlamento uno sforzo supplementare”.

Non resta che aspettare l’arrivo del sito ad hoc e/o dei rimborsi per capire davvero come andrà a finire.