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Clean cities, ripartiamo dalle città

Conferenza finale della campagna di Legambiente per città pulite e sostenibili. 15 centri italiani analizzati, dati critici sulla mobilità: quasi nessuna città del Belpaese si salva, il modello “15 minuti” è lontano

Quindici città italiane a confronto, a proposito di trasporti e sostenibilità: Torino, Firenze, Milano, Bologna, Padova, Bari, Ancona, Perugia, Pescara, Cagliari, Roma, Palermo, Genova, Napoli, Catania. Si è conclusa oggi, con una conferenza stampa finale, online, la campagna di Legambiente “Clean cities”, dedicata al tema della mobilità urbana. Il focus è stato quello delle “Città che vorremmo pulite – ha spiegato Andrea Poggio di Legambiente – dalle quali vogliamo ripartire, anche e soprattutto sul tema della mobilità, perché una città resiliente è capace di offrire mobilità anche in tempi difficili come la pandemia”. Il riferimento è alla “città dei 15 minuti”, come l’ha chiamata la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, in cui si riesca a raggiungere ogni luogo in un quarto d’ora, coi mezzi pubblici. Ma “quasi nessuna città italiana si salva”.

I numeri delle città italiane

I dati parlano chiaro. Per quanto riguarda gli incidenti stradali, il record dei sinistri spetta a Roma con 131 morti e 15.919 feriti in un anno (nel 2019), sulle strade. Relativamente al tasso di motorizzazione (ovvero la quantità di auto per abitanti) i numeri non sono incoraggianti. Molte città, infatti, hanno più di un’auto ogni 2 abitanti. Ad Ancona, ad esempio, ce ne sono 62 su 100 abitanti, a Catania ben 73 (dati Aci 2019). Genova è il centro con meno auto e guida la classifica con solo 47 vetture per 100 cittadini.

Quanto allo smog, le città coi dati peggiori sono quelle in pianura padana. È stato anche misurato il costo socio-sanitario annuo pro capite dell’inquinamento. Ammonta a più di 1.500 euro a Roma, più di 2.000 a Torino, Milano, Padova. Per ciò che concerne i mezzi pubblici e in particolare l’elettrificazione degli autobus cittadini, i Comuni di Torino e Milano si sono posti come obiettivo la sostituzione totale della flotta, cioè il passaggio a bus elettrici al 100%, entro il 2030. Cagliari entro il 2035. Ma se nella capitale 710 su 3.600 sono i bus elettrici, su un totale da sostituire (perché sotto euro 4), a Palermo va ancora peggio, con 1 solo mezzo non inquinante su 1.000.

Ancora, le piste ciclabili e le strade a 30 all’ora. Torino, Firenze e Milano stanno implementando rapidamente la ciclabilità urbana. Fanalino di coda della classifica a due ruote: Napoli, Catania, Ancona.

La parola agli esperti

Veronica Aneris di Transport&Environment, tra i relatori e le relatrici dell’incontro online, seguito da più di 60 persone, ha riportato l’attenzione sul Pnrr, nelle cui bozze “non siamo sicuri che si stia andando nella direzione di città più vivibili”. Proprio per questo negli scorsi giorni l’associazione, insieme a diverse realtà ambientaliste, ha lanciato un appello al presidente Draghi “per ripartire dalle città” (qui l’appello e l’articolo in cui abbiamo parlato della petizione).

“Considerato che 3 cittadini su 4 che si spostano ogni giorno non percorre più di 10 km – ha aggiunto – è davvero il caso di ripartire dalle città, anche per la salute di tutti. E occorre ricordare come l’e-commerce sia alle stelle con la pandemia ma ancora non c’è traccia di soluzioni per la logistica”. L’associazione ha anche lanciato recentemente un maxi sondaggio in 15 capitali europee “in cui abbiamo chiesto ai cittadini se era possibile per loro rinunciare alle auto: ebbene, Roma è quella con più consensi contro le auto endotermiche (benzina e diesel)”. E pare che là dove il Covid ha colpito maggiormente la popolazione questo parere sia ancora più condiviso.

Occorre dunque “un fronte comune che si sta consolidando”, come ha detto Poggio, che vede nella politica uno dei suoi elementi-chiave. A questo proposito, la deputata Rossella Muroni ha spiegato come “la battaglia contro il diesel continua ad essere impopolare”, quanto meno in Parlamento. “Le città italiane – ha aggiunto – sono un cluster di trasformazione, non vanno abbandonate”. E sono in stretta connessione con il sistema territoriale di trasporti e con lo sviluppo delle attività produttive. Lo ha sottolineato il deputato Pd Davide Gariglio, dal Piemonte.

“Dobbiamo ripensare completamente lo spazio pubblico: le alternative esistono”, ha concluso Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, annunciando che la campagna dell’associazione ambientalista sulle città continuerà.

Il dossier con tutti i dati sulle città è disponibile sul sito di Legambiente, a questo link.